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Discussione: Drago e privati..novità?

  1. #411
    Citazione Originariamente Scritto da Cinghialeferito Visualizza Messaggio
    pare che oggi, in un incidente purtroppo mortale al confine tra liguria e emilia, il drago non sia stato in grado di recuperare il corpo ed è stato chiamato eli-pavullo. questione solo di vento o anche di manico?
    Possono essere intervenuti più fattori fra i quali anche, ma non soltantoo, l'attitudine e l'esperienza dell'equipaggio a operare in quelle condizioni.
    L'appennino è indubbiamente montagna ostica per il volo proprio a causa delle condizioni del vento che facilmente è presente e che può imporre strategie conservative per poter operare con adeguata sicurezza. La principale è quella di allestire un campo base dove il peso dell'elicottero può essere alleggerito sbarcando tutto il materiale e il personale non necessario per l'operazione.
    Il vento in montagna non ha una direzione, nè un'intensità costanti. In particolare a volte ha movimentio ascendente, nel qual caso aiuta l'elicottero a stare su, ma può avefre anche movimenti discendenti, nel qual caso l'elicottero deve avere prestazioni adeguate sia per sostenere il proprio peso, sia per risalire la corrente del vento.

    Per questo motivo gli elicotteri solitamente non partono con il serbatoio pieno, ma hanno una quantità di carburante che permette loro di garantire un determinato raggio d'azione, solitamente definito dai requisiti tecnici del capitolato, ma che può essere adattato alle circostanze.
    Siccome l'elicottero dei VVF parte da luoghi mediamente più distanti rispetto all'elicottero del 118, dovendosi garantire anche il ritorno alla base solitamente imbarca una quantità di carburante maggiore. E' possibile che il drago intervenuto avesse una configurazione che non poteva essere alleggerita più di tanto e che non potesse operare in sicurezza in quelle condizioni. Ha fatto bene quindi il pilota dei VVF a non elevare il rischio dell'operazione quando in ballo c'era una salma.
    Nessuno di noi può dire quale sarebbe stata la sua decisione se il fungaiolo fosse stato ancora vivo.

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  3. #412
    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio

    guardando i link, la cosa che mi fa propendere per l'opzione "manico" è che solitamente i pompieri liguri, anche quando fanno un recpero di un tedesco con una vescica ai piedi sulla via dell'amore, lo celebrano come impresa titanica e con titoloni a 9 colonne.

    invece stavolta, che si tratta di montagna vera...muti.
    "Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo"

  4. #413
    Ma, ammesso e non concesso che si sia trattato di quello, secondo quali parametri e in base a quali competenze sei in grado di valutare il "manico" di un pilota?

  5. #414
    Citazione Originariamente Scritto da Grasso_Malghese Visualizza Messaggio
    Ma, ammesso e non concesso che si sia trattato di quello, secondo quali parametri e in base a quali competenze sei in grado di valutare il "manico" di un pilota?
    io non sono assolutamente in grado di valutarne il manico, ma analizzo la cosa dal punto di vista della comunicazione.
    viste le megalomanie mediatiche che questa volta sono state saggiamente taciute, propendo per il fatto che non siano stati in grado. tutto qui.

    altrimenti avremmo letto, anche sul giornalino della parrocchia, " con manovre di derivazione speleoalpinafluviale, i reparti volo vvf hanno sfidato le forti intemperie e vento al limite della aeronavigabilità, e solo per preservare l'incolumità della missione hanno optato per la decisione tattica di far arrivare a loro supporto un altro velivolo, più piccolo e più maneggevole con a bordo quei volontari (di cui ora ci sfugge il nome ), i quali hanno eseguito le preziose indicazioni fornite dall'equipaggio del drago."

    o forse semplicemente la verità è che un pilota dei pompieri vola mediamente 200-250 ore all'anno, uno di elisoccorso "privato" mediamente dalle 40 alle 60 a settimana... e la differenza operativa, poi si vede.

    cmq sulla questione del manico, a quanto pare anche il soccorso alpino ligure sembra avere le idee abbastanza chiare

    http://www.levantenews.it/index.php/...r-100-metri-2/

    ...una posizione "forte" che sicuramente si porterà un bel codazzo di polemica
    "Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo"

  6. #415
    Non sei in grado di valutare il manico, ma trai lo stesso delle conclusioni opinabili sull'evento e sparando dati a caso. Se i piloti privati volassero 40/60 ore alla settimana supererebbero il limite previsto dalle norme.
    In realtà i piloti che volano HEMS, a seconda delle basi su cui operano, volano da un minimo di circa 100 ore annue in su, ma difficilmente superano le 250 ore all'anno.
    Ultima modifica di Grasso_Malghese; 26-09-2018 alle 12:52

  7. #416
    Citazione Originariamente Scritto da Grasso_Malghese Visualizza Messaggio
    Non sei in grado di valutare il manico, ma trai lo stesso delle conclusioni opinabili sull'evento7 e sparando dati a caso. Se i piloti privati volassero 40/60 ore alla settimana supererebbero il limite previsto dalle norme.
    In realtà i piloti che volano HEMS, a seconda delle basi su cui operano, volano da circa 100 ore, ma difficilmente superano le 250 ore all'anno.
    scusa mi sono espresso male. il pilota inteso come chi pilota l' elicottero, non il singolo ovviamente, perchè se volasse il tempo effettivo di 60 ore a settimana vorrebbe dire che più di 8ore al giorno 7giorni su7 starebbe pilotando un mezzo aereo . ma di conseguenza i singoli volano sempre molto più che gli altri.

    tra l'altro non sono arrivato a nessuna conclusione assoluta, ho solo espresso delle considerazioni che, a mio parere, mi fanno arrivare ad una idea personale.
    a conferma della mia tesi, oltre al comunicato diramato dal sasl, il fatto che il solito cinema mediatico con il drago, a questo giro non è stato fatto.

    e questo non è opinabile.
    Ultima modifica di soccorritorealpino; 26-09-2018 alle 13:14
    "Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo"

  8. #417
    È opinabil, ma è soprattutto scorretto, tirare in ballo il manico a proposito della rinuncia del pilota del Drago a continuare le operazioni di recupero.
    Come ho cercato di spiegare, le decisioni dei piloti sono in gran perte dipendenti dl modello tecnico e organizzativo dell'operatore per cui lavorano.
    Sotto questo punto di vista il modello offerto dai privati, nello specifico dell'HEMS, a mio parere è superiore a quello del CNVVF, ma detto questo non mi permetterei mai di valutare il manico del pilota.

    Esiste un detto:"Il pilota superiore é quello che usa il suo superiore giudizio per non dover usare la sua superiore abilità"

    I piloti che usano giudizio in certi casi possono decidere di non esibire la loro abilità per superiori ragioni di sicurezza.

    Il pilota del Drago avrà valutato che la configurazione e le prestazioni dell'elicottero,le norme operative e l'assenza ormai constatata di ragioni di urgenza non gli conserntivano di eseguire il recupero con il dovuto margine di sicurezza. Rinunciare gli sarà stato difficile, ma ha fatto non bene, ma benissimo.

    Da prendere ad esempio di serietà professionale

  9. #418
    concordo con grasso, il pilota dei VVF ha fatto più che bene, avendo lavorato in elisoccorso e facendo qualche turno al mese ho visto come i piloti reagiscono a determinate situazioni e condizioni del tempo. Detto questo pensavo che l AB 412 avesse caratteristiche tali da poter lavorare in condizioni di alto vento rispetto ad un ec145 ma forse mi sbaglio. Comunque manico o non manico spetta sempre al pilota fare determinate decisioni sopratutto se da recuperare in cadavere, sono sicuro che se il paziente fosse stato vivo e in condizioni critiche il pilota allora deciderebbe diversamente ma sempre usando giudizio e sicurezza dell equipaggio.

  10. #419
    Il rischio accettabile ha comunque dei limiti e, in ogni caso, deve essere sempre commisurato alle circostanze. Sono anch'io dell'idea che se la persona fosse stata viva il pilota del Drago avrebbe cercato una strategia che gli permettesse di eseguire il recupero, ma senza aumentare eccessivamente il rischio.

    Per quanto riguarda quell'intervento, da genova il Drago ci impiegherà una decina di minuti ad arrivare, evidentemente troppo pochi per scaricare abbastanza carburante da garantire le prestazioni in forte turbolenza.
    Per Elipavullo il problema era relativo perchè il percorso era più lungo, si poteva consumare più carburante e, forse per un operatore commerciale, facendo campo base è maggiore la facoltà di modificare la configurazione dell'elicottero rispetto a quelle che sono le regole interne del CNVVF (ma per poterlo dire sul serio bisognerebbe conoscerle).

    Non conosco il 412, ma volando da anni lo stesso tipo di elicottero di Elipavullo e avendo operato in condizioni simili, posso dire che con adeguato margine di prestazioni l'EC145 regge bene il vento. Ciò non toglie che una decisione simile al pilota del Drago avrebbe potuto prenderla anche il pilota di Elipavullo.
    Penso che per il 412 sia lo stesso e, quindi, devo pensare che il peso dell'elicottero non fosse in quel momento ulteriormente riducibile e che le prestazioni non fossero sufficienti a garantire la necessaaria sicurezza in quella situazione contingente. Da qui la logica decisione del pilota.

  11. #420
    Credo che valga la pena soffermarsi ancora un po' sull'attività dei piloti impiegati in operazioni HEMS.

    L'attività media annuale, come ho detto, varia dalle 100 alle 250 ore di volo all'anno, compresi gli addestramenti. Rarmente si supera quel valore.
    Togliendo le ferie, un pilota lavora dalle 22 alle 24 settimane in un anno. quindi la media di ore di volo settimanali procapite, nei casi di maggiore attività, è di poco superiore alle 10 ore di volo alla settimana.

    A me personalmente è capitato, ma molto raramente, di arrivare a volarne anche più di venti, ma ci sono poi anche periodi in cui non si vola proprio. Soprattutto se l'area di pertinenza della base è soggetta alla variabilità stagionale dei flussi turistici.

    Quando volavo per Lavoro Aereo, la media era di 400/500 ore di volo all'anno, ma c'era anche chi ne volava 800. soprattutto negli anni '80.
    Ma mentre il Lavoro Aereo è un'attività programmata, l'Elisoccorso è un servizio di allarme che si attiva se succede qualcosa. Se non succede niente si sta a terra.

    Volo per professione dal 14 maggio del 1989 (fra pochi mesi saranno trent'anni di volo) e ho circa 7500 ore di volo. di queste, le prime 3500 ore le ho volate nei primi otto anni di carriera.
    nei successivi ventuno anni di HEMS, dal 17 maggio 1997, ne ho volate quindi 4000. Meno di duecento all'anno.

    La diffrenza fra il volo HEMS e ogni altro tipo di volo, sta nel fatto che le condizioni della missione non sono note a priori. Questo significa che, a un pilota che vola per soccorso, è richiesta una superiore capacità di saper leggere la situazione quando si presenta, saper fare delle ipotesi sulle possibili azioni da intraprendere, saper scegliere quali attuare e, cosa forse più importante, saper rivalutare i risultati in corso di missione e saper cambiare le proprie decisioni se i risultati non corrispondeono alle attese.

    Il tutto mentre si è impegnati nel controllo di un aeromobile complesso in un ambiente a sua volta complesso (e, magari, si cerca di tenere a bada chi scalpita da dietro).

    Perchè tutto questo preambolo? Semplicemente sto cercando di spiegare per quale motivo lo skill, il manico, che pure è meglio averlo, non è poi così determinante nel successo della missione.
    Se infatti le decisioni prese sono sbagliate, si corre il rischio che cose apparentemente semplici si complichino al punto che neanche il miglior manico ti possa tirar fuori dalle rogne se non quello del culo.
    Viceversa, se le decisioni sono giuste, le cose più difficili possono diventare relativamente facili. Magari ci si impiega un po' di tempo in più, ma la sera, poi, si ritorna tutti a casa.

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