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Discussione: Standard soccorso all estero

  1. #21
    Parole sante ... in alcuni ambiti (sanità e protezione civile in senso lato) divento sempre più dell'idea che il volontario è semplicemente inutile, di conseguenza i soldi che si spendono sono sprecati, meglio un servizio professionale fatto secondo i sacri crismi. poi molti parlano di tempi di intervento che sinceramente mi sembrano arrivare da marte, per la cronaca dove vivo io se ti rompi una gamba sulle piste sci, l'MSB (perchè tanto quello ti mandano punto e basta) ci mette non meno di 50/60 minuti sempre che la strada non sia una schifezza, altrimenti aspetti, ma aspetti in ogni caso, gente con coccoloni in corso è semplicemente morta perchè comunque i tempi sono quelli, magari ti mandano MSA (e almeno dalle mie parti te li raccomando, toccati dove non batte il sole e spera), ma poi l'emodinamica è a più o meno 100 km e la centrale lì ti manda. altro che sistema UK e compagnia bella, siamo sempre alle solite non si vuole "offendere" i capetti del volontariato facendo le cose come van fatte e prendendo a calci nelle terga chi di dovere ... e la gente ha un servizio mediamente penoso, ormai costoso quasi quanto il professionista ... e buona note ai suonatori

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  3. #22
    Citazione Originariamente Scritto da ciccibu Visualizza Messaggio
    Parole sante ... in alcuni ambiti (sanità e protezione civile in senso lato) divento sempre più dell'idea che il volontario è semplicemente inutile, di conseguenza i soldi che si spendono sono sprecati, meglio un servizio professionale fatto secondo i sacri crismi. poi molti parlano di tempi di intervento che sinceramente mi sembrano arrivare da marte, per la cronaca dove vivo io se ti rompi una gamba sulle piste sci, l'MSB (perchè tanto quello ti mandano punto e basta) ci mette non meno di 50/60 minuti sempre che la strada non sia una schifezza, altrimenti aspetti, ma aspetti in ogni caso, gente con coccoloni in corso è semplicemente morta perchè comunque i tempi sono quelli, magari ti mandano MSA (e almeno dalle mie parti te li raccomando, toccati dove non batte il sole e spera), ma poi l'emodinamica è a più o meno 100 km e la centrale lì ti manda. altro che sistema UK e compagnia bella, siamo sempre alle solite non si vuole "offendere" i capetti del volontariato facendo le cose come van fatte e prendendo a calci nelle terga chi di dovere ... e la gente ha un servizio mediamente penoso, ormai costoso quasi quanto il professionista ... e buona note ai suonatori

    pur essendo volontario, sebbene in un settore "di nicchia" del soccorso, e pur condividendo alcune tue osservazioni sul volontariato, penso che i costi per mantenere delle postazioni con stipendiati sarebbero enormemente maggiori della situazione attuale. il che mi va anche bene, a patto che davvero la qualità e quantità del soccorso sia commisurata all'esborso. non so come sia strutturato il soccorso all'estero, ma non scordiamoci che l'italia come complessità e varietà di territorio può tranquillamente considerarsi un caso a parte a livello mondiale. in tutti gli altri stati non esistono paesi paesini e paesotti, mi viene in mente la spagna ma anche alcune zone dell'uk o francia, dove ci sono delle cittadine di 25-30mila abitanti e poi il nulla per 100 km... qui in italia, su un terreno mediamente più mosso e accidentato, ogni 5 km c'è un comune di mille o 2mila abitanti, diviso dalle comunità confinanti da passi, valichi, fiumi boschi ecc... garantire la capillarità in queste situazioni deve al momento attuale passare dal volontariato

  4. #23

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    I costi di un sistema interamente professionale di soccorso sono sostenibili solo per alcune realtà privilegiate o per realtà in cui la sollecitazione di questo sia talmente frequente da giustificarne e compensarne i costi . Questo è il motivo per cui dagli Stati Uniti al Cile , dalla Norvegia alla Grecia , dall'Indonesia al Giappone attraversando Australia e Nuova Zelanda i sistemi di soccorso sono MISTI . Sicuramente il sistema professionale garantisce performances più elevate , ma il volontariato consente quella capillarità che permette di contenere quei costi imprescindibili se rapportati all'effettivo utilizzo di questi servizi . Non solo . Un servizio professionale viene dimensionato più o meno su quello che è un impiego medio o magari anche intenso del servizio . ma dato che i servizi di emergenza si occupano anche di protezione civile , se questi fossero gli unici attori del soccorso al primo evento di massa il servizio collasserebbe . Ecco invece presentarsi la carta del volontariato che permette quella elasticità di impiego anche in maxi/macro emergenze . C'è poco da girarci attorno , i tempi delle vacche grasse sono finiti , dal volontariato non si può prescindere . Specie se ci si deve confrontare con una crisi economica che chiude i rubinetti quando ci vorrebbe invece tutto il contrario

  5. #24
    Citazione Originariamente Scritto da soccorritorealpino Visualizza Messaggio
    pur essendo volontario, sebbene in un settore "di nicchia" del soccorso, e pur condividendo alcune tue osservazioni sul volontariato, penso che i costi per mantenere delle postazioni con stipendiati sarebbero enormemente maggiori della situazione attuale. il che mi va anche bene, a patto che davvero la qualità e quantità del soccorso sia commisurata all'esborso. non so come sia strutturato il soccorso all'estero, ma non scordiamoci che l'italia come complessità e varietà di territorio può tranquillamente considerarsi un caso a parte a livello mondiale. in tutti gli altri stati non esistono paesi paesini e paesotti, mi viene in mente la spagna ma anche alcune zone dell'uk o francia, dove ci sono delle cittadine di 25-30mila abitanti e poi il nulla per 100 km... qui in italia, su un terreno mediamente più mosso e accidentato, ogni 5 km c'è un comune di mille o 2mila abitanti, diviso dalle comunità confinanti da passi, valichi, fiumi boschi ecc... garantire la capillarità in queste situazioni deve al momento attuale passare dal volontariato
    Ragion per cui l'emilia sta vagliando tra le altre cose l'idea delle piazzole per l'eli ( https://www.google.it/amp/www.ilrest...-1.3754487/amp ) e senza offesa ma se parliamo del cnsas entriamo in statistiche ben diverse, dove se prendi I soccorsi in grotta ne annoveri giusto 10/15 all'anno e sali ad una 60ina se sommi le forre, ma per il resto una decina di migliaia di interventi su tutto territorio italiano all'anno, se qualche mese fa invece fossi passato da noi in centro a Genova saresti stato capace di spararti 5 / 6 interventi a NOTTE e più una 20ina di giorno e ai tempi d'oro si era capaci di farne anche di più. Comunque non facciamo testo perché da noi i codici in genere sono dati a cazzo quindi ti puoi ritrovare su rossi che camminano come gialli respiratori che se entro 10 minuti non sono in saletta rossa te li giochi. Considera poi che in un contesto simile più di una volta le squadre volontarie hanno dato forfait e ti trovavi 10 / 20 persone a coprire sampierdarena intera per una settimana con criteri d'invio proibitivi, cose che noi ci possiamo quasi permettere perché il corso dura 40 ore, da altre parti non so, c'è chi dice 120, chi 80+80, corsi un minimo selettivi che ti farebbero trovare la metà dei volontari. Per farla breve da noi, volente o nolente, le cose le impari sul campo, fai e molto spesso fai male perché o l'intervento è una cazzata e quindi diventi il tassista dei finti malati, oppure la cosa e seria e tu, non capendoci un cazzo, ti appigli a volontari esperti (o sedicenti tali che in realtà non capiscono un belino) e a MSA sempre che anche lì ci sia gente preparata (e non è detto che ci sia, perché siamo quelli coi dentisti in automedica, vabbe magari nel frattempo durante il trasporto ti toglie due carie al paziente).. in tutto questo io (che volontariavo nel centro e la mia associazione è la stessa che è intervenuta sul crollo della torre di Genova per intenderci) mi son sentito sempre inadeguato.. sempre io col nonno terminale e forti problemi respiratori mi son sentito dire dai volontari "sarà catarro" e il punto è che non siamo chissà dove sull'appennino ligure ma siamo a Genova Centro e questa è la qualità:
    Codici dati a caso, un esercito di volontari formati poco e male che fan servizio a discrezione, tipo che se ti fai male a ovada può arrivarti voltri e magari sei un trauma, incosciente (rosso però ti danno giallo, storia vera)...
    Poi io son quello che dice, e puoi starne certo perché ne abbiamo discusso un sacco, si al cnsas in località isolate e luoghi remoti, come mad sa quanto apprezzi il sistema uk (fatti salvo I soccorsi speciali, ma nessuno è perfetto ) per questo nelle famose cittadine isolate direi si ai first responers, ma I vari emt b, emt c, emt d, lasciamoli perdere, neanche ci sprechiamo a fare una selezione psico-fisica attitudinale (e aggiungerei morale) ora figurarsi dopo e un motivo ci sarà: volontariato = manodopera a costo zero, ma senza arrampicarci sui tempi, dinamiche e statistiche sappiano che il motivo di fondo è sempre stato questo e parliamo di un settore nel quale invece dovremmo investire. Ancora al servizio civile mi sentii dire da uno del consiglio della cbg "noi in america saremmo emt-b" mi trattenni dal ridere perché oltre a non essere vero non ci sarebbe stato nulla di cui vantarsi, siamo uno dei 10 comuni più grandi d'Italia e la popolazione è coperta da una manica di scemi che reputano il soccorso "andare a prendere l'ubriaco al makó e portarlo all'ospedale" cit. e appena trovano un altro passatempo (tipo andare al makó ad ubriacarsi) mollano baracca e burattini e come dargli torto "mica è un lavoro, ma dovrebbe esserlo" semicit.
    Ultima modifica di Lucadrago54; 03-03-2018 alle 17:45
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  6. #25
    Citazione Originariamente Scritto da montag140465 Visualizza Messaggio
    I costi di un sistema interamente professionale di soccorso sono sostenibili solo per alcune realtà privilegiate o per realtà in cui la sollecitazione di questo sia talmente frequente da giustificarne e compensarne i costi . Questo è il motivo per cui dagli Stati Uniti al Cile , dalla Norvegia alla Grecia , dall'Indonesia al Giappone attraversando Australia e Nuova Zelanda i sistemi di soccorso sono MISTI . Sicuramente il sistema professionale garantisce performances più elevate , ma il volontariato consente quella capillarità che permette di contenere quei costi imprescindibili se rapportati all'effettivo utilizzo di questi servizi . Non solo . Un servizio professionale viene dimensionato più o meno su quello che è un impiego medio o magari anche intenso del servizio . ma dato che i servizi di emergenza si occupano anche di protezione civile , se questi fossero gli unici attori del soccorso al primo evento di massa il servizio collasserebbe . Ecco invece presentarsi la carta del volontariato che permette quella elasticità di impiego anche in maxi/macro emergenze . C'è poco da girarci attorno , i tempi delle vacche grasse sono finiti , dal volontariato non si può prescindere . Specie se ci si deve confrontare con una crisi economica che chiude i rubinetti quando ci vorrebbe invece tutto il contrario
    A parte il fatto che il volontariato esiste nella maggior parte dei casi nei paesi da te elencati soprattutto nei VVFF e con una preparazione alta. In USA si esistono i volontari nell emergenza sanitaria in zone remote ma con una preparazione molto alta, hanno la stessa formazione dei paramedici professionisti o EMT completamente diversa da quella italiana. Nuova Zelanda e Australia hanno first responders come in U.K. gestiti e formati e gestiti dal servizio ambulanza.

  7. #26
    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    In USA si esistono i volontari nell emergenza sanitaria in zone remote ma con una preparazione molto alta, hanno la stessa formazione dei paramedici professionisti o EMT completamente diversa da quella italiana. Nuova Zelanda e Australia hanno first responders come in U.K. gestiti e formati e gestiti dal servizio ambulanza.
    È l'unica soluzione possibile, bisogna smetterla dI giocare al dottore
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  8. #27

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    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    A parte il fatto che il volontariato esiste nella maggior parte dei casi nei paesi da te elencati soprattutto nei VVFF e con una preparazione alta. In USA si esistono i volontari nell emergenza sanitaria in zone remote ma con una preparazione molto alta, hanno la stessa formazione dei paramedici professionisti o EMT completamente diversa da quella italiana. Nuova Zelanda e Australia hanno first responders come in U.K. gestiti e formati e gestiti dal servizio ambulanza.
    ovvio che il discorso è affrontato a grandi linee . Quando si parla di soccorso si parla di realtà ed entità diverse , dal punto di vista organizzativo , legislativo ed istituzionale . E' comunque un fatto che dal volontariato non si possa prescindere . Come non è un caso che molte realtà nazionali abbiano come ispirazione un modello europeo che non è quello britannico . Modello che è funzionalmente ed economicamente applicabile in gran parte degli stati dell'America centrale e meridionale , all'Asia ma anche all'Europa . E' il sistema francese , a cui si richiama in parte anche l'Italia . Ma che vede in Spagna , Belgio , Grecia , Portogallo paesi la cui l'applicazione del sistema francese appare chiara .

  9. #28
    Il modello britannico ha fatto scuola a molte realtà europee e non a caso e’ considerato uno dei pilastri nel gestire le emergenze sia sanitarie che tecniche e il modo in cui gestisce le Maxiemergenze dal terrorismo a calamita e’ unico nel suo genere. Modello francese? Visto come hanno gestito gli attacchi terroristici in Francia hanno molto da imparare soprattutto nel lato sanitario e tattico. Portogallo ha una realtà tutta sua e molto funzionante hanno deciso di dare soprattutto in campo dell emergenza extraospedaliera un cambiamento radicale mettendo professionisti. Grecia? Mettiamo un velo pietoso, Italia e Spagna? Due realtà una che si basa sull 80% sul volontariato (Italia) , Spagna sta cambiando anche se il volontariato la fa sempre da padrona. Germania?modello molto simile a quello UK come lo e’ quello scandinavo e est europeo, australiano e neo zelandese, Canada ecc. Dove si ci possono essere volontari ma altamente formative con la stessa preparazione in molti casi uguale a quella di Paramedici e EMT..

  10. #29

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    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    Il modello britannico ha fatto scuola a molte realtà europee e non a caso e’ considerato uno dei pilastri nel gestire le emergenze sia sanitarie che tecniche e il modo in cui gestisce le Maxiemergenze dal terrorismo a calamita e’ unico nel suo genere. Modello francese? Visto come hanno gestito gli attacchi terroristici in Francia hanno molto da imparare soprattutto nel lato sanitario e tattico. Portogallo ha una realtà tutta sua e molto funzionante hanno deciso di dare soprattutto in campo dell emergenza extraospedaliera un cambiamento radicale mettendo professionisti. Grecia? Mettiamo un velo pietoso, Italia e Spagna? Due realtà una che si basa sull 80% sul volontariato (Italia) , Spagna sta cambiando anche se il volontariato la fa sempre da padrona. Germania?modello molto simile a quello UK come lo e’ quello scandinavo e est europeo, australiano e neo zelandese, Canada ecc. Dove si ci possono essere volontari ma altamente formative con la stessa preparazione in molti casi uguale a quella di Paramedici e EMT..
    Credo che tu abbia una idea molto approssimativa sui modelli di soccorso esistenti . In questa frase ...." Modello francese? Visto come hanno gestito gli attacchi terroristici in Francia hanno molto da imparare soprattutto nel lato sanitario e tattico".... è raccolta tutta la tua mancanza di conoscenza . Orsec Plan Rouge dal 1952...... Medicina tattica a militari francesi ? Ma per favore......
    Ultima modifica di montag140465; 13-03-2018 alle 16:47

  11. #30
    Volevo chiedere a mad in cosa si sostanzia la formazione teorica dei tecnici d'ambulanza del regno unito e in quanto tempo viene erogata. Saresti capace di fare un sommario abbastanza esaustivo?
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