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Discussione: Come realizzare un sistema efficiente di soccorso tecnico e sanitario integrato

  1. #11
    Citazione Originariamente Scritto da soccorritorealpino Visualizza Messaggio
    gli enti locali secondo me dovrebbero avere la funzione di censire le forze presenti sul territorio di competenza affinchè si provveda, laddove necessario, a modificare i piani di intervento a seconda delle necessità, derogando o modificando il prospetto indicato da lucadrago che, secondo me, è piuttosto esaustivo di quelli che dovrebbero essere i vari compiti nelle emergenze ordinarie.
    nelle emergenze di protezione civile invece dovrebbe avere il controllo il dipartimento, ovviamente chiamando in causa gli enti locali
    Il recente codice di protezione civile è abbastanza esaustivo sui compiti degli enti locali (comuni, province, città metropolitane, regioni nonchè prefetture) e vista la diffusione territoriale di una maxi-emergenza (terremoti, alluvioni..) credo sia legittimo l'intervento dei suddetti, ma in merito all'organizzazione dei servizi credo debbano fare capo ad un'istituzione centrale che disciplini reclutamento, formazione,organizzazione, modalità d'intervento e coordinamenti, mentre a livello provinciale i comandi dovrebbero occuparsi della corretta ripartizione sul territorio (d'intesa con gli enti locali, ma consci del fatto che la densità abitativa muta continuamente e non ha senso creare dei distaccamenti "nomadi")e del numero di risorse necessarie per rispondere sia alle urgenze ordinare che alle emergenze di carattere straordinario, quindi mettere a disposizione risorse per interventi di rilievo regionale o nazionale. Volendo a livello comunale, nei grossi centri urbani (Roma, Milano, Torino, Palermo, Napoli, Genova..) si potrebbe conferire, sulla falsa riga del modello americano/ inglese, una maggiore autonomia dei distaccamenti circa organizzazione e modalità d'intervento.
    Sul corpo unico sono in disaccordo rispetto a qualche anno fa.. ci sono differenze troppo sostanziali nella formazione e nella ripartizione sul territorio tra cnsas e cnvvf.. di sicuro occorre riconoscimento e intesa, ma per il resto ognuno per se.
    Ultima modifica di Lucadrago54; 05-02-2018 alle 14:02
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  3. #12
    Veramente la prima cosa che mi è saltata all'occhio è che non viene considerato il sistema di emergenza-urgenza sanitaria, che pure esiste.

    Quindi, prendendola alla larga, dov'è la separazione tra un'emergenza da soreu, areu, ares, ecc. e una di protezione civile? Boh.

    Il fatto grave è che non c'è armonizzazione tra queste due aree, e ognuna continua con canali svolgimento propri.

    Per venire al pratico, la suddivisione probabilmente andrebbe fatta proprio tra l'ambito dell'emergenza-urgenza/pronto intervento (quindi incluse le ffoo) e tutto quello che -eventualmente- viene dopo.

    Nel dettaglio, il primo intervento tecnico è dei pompieri, per quanto attiene all'ambito delle aree urbane, industriali, strutture artificiali, inclusi i fiumi e le acque interne. Questo vale anche a livello locale, attraverso i distaccamenti dei vvf volontari. In questa maniera viene garantito il collegamento con il territorio da una parte e quello con l'organizzazione nazionale a livello di standardizzazione di dotazioni, procedure, addestramento dall'altra.

    Alla protezione civile nazionale rimane lo studio, la pianificazione e il raccordo con i nuclei di pc locali, i quali possono esserne il braccio operativo sul territorio a cominciare dalla fondamentale fase della prevenzione (penso alla pulizia di boschi, alvei, ecc.) e quindi del mantenimento di capacità di supporto logistico quando l'evento si dispiega su tempi lunghi (oltre la giornata, per esempio).

    Di fatto l'intervento in emergenza, inteso in senso lato, si risolve quasi sempre in tempi molto brevi. Ecco perchè penso che sia meglio tenere separati i due ambiti.

    Soccorso alpino? Come è adesso. Rimane il riferimento esclusivo del sistema di emergenza sanitaria in montagna, grotta, terreno impervio in genere, ovunque dove il 118, per dirla alla vecchia maniera, non arriva con mezzi e personale propri. Il tutto con piena capacità operativa e autonomia di gestione nei propri ambiti di intervento, responsabilità compresa.

  4. #13
    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio
    Veramente la prima cosa che mi è saltata all'occhio è che non viene considerato il sistema di emergenza-urgenza sanitaria, che pure esiste.

    Quindi, prendendola alla larga, dov'è la separazione tra un'emergenza da soreu, areu, ares, ecc. e una di protezione civile? Boh.

    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    Inoltre occorrerebbe istituire un ufficio di coordinamento con i vari dipartimenti regionali per l'emergenza medica così da redarre linee guida per gli interventi di natura tecnico - sanitaria e individuare le modalità d'inserimento di personale tecnico in equipe medica e viceversa.
    Questa è la mia personale considerazione, l'emergenza sanitaria è competenza regionale, la sicurezza (cui fa parte il soccorso) nazionale
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  5. #14
    Citazione Originariamente Scritto da Giosuè Visualizza Messaggio
    Dipende sempre cosa serve. Se serve l'UPG/APG ok, ma per tutto il resto possono eccome. E, spesso, anche laddove serve l'UPG ma i VVF non possono/hanno le competenze per arrivare. E i paragoni, secondo me, reggono poco, dato che la competenza è differente. È come se un Carabiniere, che in quanto a competenze di Polizia Giudiziaria ne ha ben maggiori di un VVF, arrivasse a dire ad un pompiere su come spegnere un incendio o su quale scala usare per tirar giù un alveare da una mansarda..

    Sulla minor presenza sul territorio non sarei così sicuro. Magari in termini generali è così e, laddove le montagne scarseggiano, non è molto capillare (ovviamente), ma in zona montuosa è spesso l'esatto opposto. Oltre al fatto che ci sono VVF e VVF (non tutti son SAF 2B, ecc) per quel che riguarda gli interventi montani..
    "non possono" nel senso che, come dicevo altrove, per lo Stato la forma è sostanza. Quindi un UPG/APG può delegare e lasciare campo libero ad un tecnico di maggiore competenza ma non può considerarlo "pari grado".

    Se la relazione di fine soccorso deve essere firmata da un pubblico ufficiale (facendo un esempio banale) non si può lasciare campo libero al CNSAS o alle MSB.
    Il pubblico ufficiale che dovrà firmare non può assumersi la responsabilità di dire "ho delegato tutto all'ente XYZ". Se è richiesta la sua presenza, DEVE seguire le fasi dell'intervento. E se deve seguire le fasi dell'intervento DEVE poterlo gestire eventualmente anche opponendosi a scelte di figure più skillate e competenti.
    Finché non si risolve questo nodo, tutto il sistema è affidato alla capacità di dialogo e collaborazione dei singoli.
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    La stima che un ente riceve è pari alla peggiore immagine che riesce a trasmettere

  6. #15
    Citazione Originariamente Scritto da skiermas Visualizza Messaggio

    Se la relazione di fine soccorso deve essere firmata da un pubblico ufficiale [...]
    A quale fine "deve" essere firmata da un pubblico ufficiale?
    Mi sfugge il significato pratico. Quando un intervento è finito, è finito. Poi in ufficio ognuno è libero di scrivere quello che gli pare, tanto non è che cambia l'andamento dei fatti come sono successi.

    Tanto più che gli interventi conclusi con un -eventuale- upg presente si, ma a chilometri di distanza, almeno per il cnsas, sono la stragrande maggioranza. Eppure la Terra continua a girare e il Sole a sorgere e tramontare.

  7. #16
    Nel 99% dei casi il soccorso alpino ha sempre un medico e quindi un pubblico ufficiale e il problema non si pone. La protezione civile così come e’ al momento fa più danni che bene visto come e’ organizzata sia a livello di associazioni che a livello comunale con gente inesperta. Per calamita grosse e’ L esercito che deve intervenire e successivamente la PC con cucine da campo ecc. L ho sempre detto soccorsi tecnici in ambito urbano VVFF soccorso tecnico/sanitario in zone impervie e di montagna soccorso alpino. Purtroppo le leggi regionali sul soccorso sanitario si scontrano con le leggi nazionali dove da una parte le regioni affidano certi tipi di interventi al 118 e soccorso alpino e le leggi nazionali affidano certi interventi ai VVFF, fino a che nn si risolverà questo problema non si va da nessuna parte
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  8. #17

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    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    Nel 99% dei casi il soccorso alpino ha sempre un medico
    Si, campa cavallo...

  9. #18
    Che l’erba cresce. Non sei d’accordo Giosuè? Il soccorso alpino ha sempre un sanitario in genere medici, e in più se interviene L elisoccorso c’è il medico dell elicottero. Poi pensala come vuoi..

  10. #19
    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    Che l’erba cresce. Non sei d’accordo Giosuè? Il soccorso alpino ha sempre un sanitario in genere medici, e in più se interviene L elisoccorso c’è il medico dell elicottero. Poi pensala come vuoi..
    sarebbe più corretto dire il medico del SSUEM allora
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  11. #20
    per il pubblico ufficiale non credo ci siano problemi. poichè chiunque può essere nominato ausiliario. se fosse come dice skiemars allora ogni intervento delle ap/cri su incidente stradale o suicidio dovrebbero essere coordinati dai carabinieri.
    se poi in alcuni scenari ci sono dei fattori penalmente rilevanti si deve esaminare la situazione volta per volta.

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