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Discussione: Come realizzare un sistema efficiente di soccorso tecnico e sanitario integrato

  1. #71
    Citazione Originariamente Scritto da skiermas Visualizza Messaggio
    Sni, nel senso che, a differenza del 118, dei VVF e delle FFO (che sono enti statali) l'intervento del CNSAS deve sempre essere intermediato...
    Il punto che sottolineo è diverso, il CNSAS a differenza degli altri corpi, vanta ottime capacità tecniche ma gli altri hanno più "potere gerarchico".
    Come detto poco sopra, se le FFO decidono di starsene al bar, il CNSAS continua l'intervento. Se decidono di farsi imbragare li devi imbragare.
    Non puoi dire loro "non stare al bar" oppure "non ti imbrago, vai al bar". Ha sicuramente le competenze per dire "guarda che, sebbene imbragato, ti metti in una situazione MOLTO difficile" ma non ha un pari grado per dire "te lo impedisco".
    Mi vien da rispondere che questa natura l'ha scelta il cnsas e finchè non diventerà un istituzione statale (e non lo diventerà) le cose, nel bene e nel male, non cambieranno...
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  3. #72

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    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    Mi vien da rispondere che questa natura l'ha scelta il cnsas e finchè non diventerà un istituzione statale (e non lo diventerà) le cose, nel bene e nel male, non cambieranno...
    Per certi versi è vero . Come è anche vero che questo comunque consente ad una organizzazione di avere una diversa dinamicità. Non dimentichiamo che essere una amministrazione dello stato comporta una burocrazia tale da sposarsi assai male con il volontariato.

    Inviato dal mio HTC One M9 utilizzando Tapatalk

  4. #73
    Io credo che ci sia spazio per il volontariato solo in certi contesti non di sicuro grandi città. Sto vivendo ora insieme alla mia squadra un importante controversia tra noi e il CdA della nostra associazione, che peraltro sta gestendo contenziosi anche con altri volontari (alcuni dei quali rappresentati da legali,non scherzo) i dipendenti (con il sindacato) e forse ora inizia a metterci lo zampino anche la regione con diversi suoi uffici, tutto ciò potrebbe portare alla caduta del CdA, all'elezione di nuovi rappresentanti e inevitabilmente al reiterarsi dei problemi, cosa che, previo confronto con un nostro amico e membro del consiglio di una PA in Piemonte, risulta essere un clima tipico di ogni associazione. Si litiga per tutto, dalla carta igienica al mezzo non funzionante, di recente abbiamo avuto una parentesi aggressioni e denunce penali (no comment), ma essendo la PA più grossa della città (se non addirittura della regione) tutto questo ci è sembrato quasi normale, quasi perchè l'instabilità, i personalismi e quant'altro sono sentimenti comuni in ogni associazione di volontariato (cosa comunque controproducente, specie quando si va a parlare della salute pubblica)e perchè viste le dimensioni della pubblica pareva normale che certi problemi messi in mano a volontari (che fanno tutto a propria discrezione) a volte venissero risolti con sufficienza, negligenza o rancore, il resto di sicuro è tutto merito "nostro".
    Per quanto flessibile il volontariato è una risorsa fortemente instabile, hai un discreto numero di fedelissimi in associazione poi i nuovi che vanno e vengono, se poi ai fedelissimi non piace l' "esecutivo" allora cade il consiglio, viceversa se al consiglio non piacciono i fedelissimi questi se ne vanno e resti in mano con un pugno di mosche.. tutte situazioni che puoi gestire tranquillamente in località tipo Mignanego / Casella (facendo riferimento alla mia zona), ma succedesse in centro ti metti a giocare coi grandi (convenzioni ospedaliere, dipendenti, continuità assistenziale, automediche) e se vuoi assicurare i servizi in urgenza devi far fronte alla tua inadeguatezza quando si presentano grosse emergenze e sui mezzi salgono cani e porci. Le API e le UOPI intanto si preparano a gestire attacchi terroristici e se dovesse accadere mai qualcosa di sicuro ci saremmo ma non otterremo mai risultati equiparabili alla maratona di Boston. Tutto questo per dire che stiamo giocando col fuoco, quando hai un utenza così elevata, impianti industriali, due grandi stazioni ferroviarie, uno dei porti più grandi d'europa, uno scalo aeroportuale in evoluzione, grandi impianti sportivi, numerosissime attrazioni turistiche lasciare tutto in mano alla cittadinanza attiva è un bell'azzardo, specie quando il clima associativo è questo. Poi che il cnsas funzioni sotto il profilo organizzativo non ho dubbi, ma come si diceva tempo addietro in un altro thread "il professionista interviene dove il volontariato non riesce a coprire" e infatti nei più grossi impianti sciistici lavorano le forze dell'ordine, i maestri di scii sono formati ad intervenire e per l'evacuazione interviene l'elisoccorso.
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    We live, we die, 'cuz you can't save every soul
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  5. #74
    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    .
    "il professionista interviene dove il volontariato non riesce a coprire"
    Qui si vede proprio che hai una testa da cittadino. Senza offesa.

    Nel soccorso alpino vale l'esatto contrario. Anche chi è arrivato ai massimi livelli come capacità tecniche non lo ha fatto grazie al posto fisso e al 27 assicurato, ma ci è arrivato da volontario. La massima espressione di questo l'hai potuta vedere con il recupero dello speleo tedesco in Germania, dove i volontari italiani hanno lasciato annichiliti i professionisti svizzeri, tedeschi, austriaci e sloveni.

    E i cosiddetti "professionisti del soccorso" italiani dove sono? Da nessuna parte. In questo campo stanno a zero. O al massimo a millantare capacità che non hanno. E questo non fa di certo bene al sistema.

    P.S. anche sul discorso stazioni sciistiche dovresti approfondire un po' meglio la realtà, che è un po' lontana da come l'hai descritta. Non te ne faccio una colpa, sia chiaro, ma da quello che scrivi si capisce che hai una visione abbastanza incompleta di tutto il problema.

  6. #75
    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio
    Qui si vede proprio che hai una testa da cittadino. Senza offesa.

    Nel soccorso alpino vale l'esatto contrario. Anche chi è arrivato ai massimi livelli come capacità tecniche non lo ha fatto grazie al posto fisso e al 27 assicurato, ma ci è arrivato da volontario. La massima espressione di questo l'hai potuta vedere con il recupero dello speleo tedesco in Germania, dove i volontari italiani hanno lasciato annichiliti i professionisti svizzeri, tedeschi, austriaci e sloveni.

    E i cosiddetti "professionisti del soccorso" italiani dove sono? Da nessuna parte. In questo campo stanno a zero. O al massimo a millantare capacità che non hanno. E questo non fa di certo bene al sistema.

    P.S. anche sul discorso stazioni sciistiche dovresti approfondire un po' meglio la realtà, che è un po' lontana da come l'hai descritta. Non te ne faccio una colpa, sia chiaro, ma da quello che scrivi si capisce che hai una visione abbastanza incompleta di tutto il problema.
    Nessun problema stravecchio, credo che la parzialità sia sintomatica del radicarsi nelle proprie posizioni, certo se di tutto un commento non menzionassi solo la parte finale forse daresti tutt'altra impressione.
    Quanti interventi compie in un anno la delegazione di Belluno? quanti la croce bianca di milano? Se io parlo di centro città e di problemi legati al volontariato non mi rispondere solo con lo speleo tedesco recuperato dopo 13 giorni, parlami anche del treno deragliato a Piottello.
    Sul primo commento sorvolo perché potrei risultare antipatico
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  7. #76
    Dimenticavo, la citazione fatta nel primo commento non è mia, ma di un altra persona che interviene in questo topic. Saremo forse tutti un pò cittadini?
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  8. #77
    Può anche darsi. In ogni caso la sezione riguarda il soccorso alpino, se mi parli di disastri ferroviari io alzo le mani. Non è la mia materia.

    Sulla parzialità, mi fa piacere che il soccorso in montagna/grotta/forra/ambiente impervio in genere susciti interesse. Mi farebbe ancora più piacere entrare negli aspetti pratici, però.

    Per esempio, chi deve assicurare sino al loro compimento, gli interventi di soccorso tecnico indifferibili e urgenti, e di ricerca e salvataggio assumendone la direzione e la responsabilita’ nell’immediatezza degli eventi, attraverso il coordinamento tecnico-operativo e il raccordo con le altre componenti e strutture coinvolte

    secondo te ha un'organizzazione adeguata per queste tipologie di interventi?

    L'operatività è garantita ovunque 365 giorni all'anno?

    La formazione del personale come viene fatta?

    Le tacniche adottate sono utilizzabili in qualsiasi situazione?

    La dotazione personale e le tecniche che utilizzano sono quelle che si vedono sulle loro foto/filmati o c'è dell'altro?

    Ecc, ecc.

    Ecco, su queste cose mi piacerebbe leggere un po' di post di diversi utenti.

  9. #78
    MA qualcuno di voi lo ha letto questo documento?


    E' tutto a posto? Va tutto bene, a vostro parerre?

    O sono io che ho "informazioni completamente sbagliate"?
    File Allegati File Allegati

  10. #79
    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    Io credo che ci sia spazio per il volontariato solo in certi contesti non di sicuro grandi città. Sto vivendo ora insieme alla mia squadra un importante controversia tra noi e il CdA della nostra associazione, che peraltro sta gestendo contenziosi anche con altri volontari (alcuni dei quali rappresentati da legali,non scherzo) i dipendenti (con il sindacato) e forse ora inizia a metterci lo zampino anche la regione con diversi suoi uffici, tutto ciò potrebbe portare alla caduta del CdA, all'elezione di nuovi rappresentanti e inevitabilmente al reiterarsi dei problemi, cosa che, previo confronto con un nostro amico e membro del consiglio di una PA in Piemonte, risulta essere un clima tipico di ogni associazione.
    ......
    Per quanto flessibile il volontariato è una risorsa fortemente instabile, hai un discreto numero di fedelissimi in associazione poi i nuovi che vanno e vengono, se poi ai fedelissimi non piace l' "esecutivo" allora cade il consiglio, viceversa se al consiglio non piacciono i fedelissimi questi se ne vanno e resti in mano con un pugno di mosche.. tutte situazioni che puoi gestire tranquillamente in località tipo Mignanego / Casella (facendo riferimento alla mia zona), ma succedesse in centro ti metti a giocare coi grandi (convenzioni ospedaliere, dipendenti, continuità assistenziale, automediche) e se vuoi assicurare i servizi in urgenza devi far fronte alla tua inadeguatezza quando si presentano grosse emergenze e sui mezzi salgono cani e porci.
    Se permetti, da conoscitore esterno di alcune realtà della zona, hai evidenziato le criticità ma hai mancato la causa che le provoca.
    Molto spesso vedo che non "vanno al vertice" coloro che hanno competenze e capacità ma si premia la militanza attiva. Cioè diventano consiglieri/presidenti etc non chi ha capacità manageriali ma chi "fa tanti servizi".
    Si crea uno scollamento tra i responsabili (che potrebbero avere anche le capacità) e la gestione quotidiana. Basta un tizio che, facendo 6-8 ore al giorno di presenza, inizi a criticare le scelte dei vertici per poi creare dei disservizi e degli scontri.
    Ho avuto direttori dei servizi che non sapevano distinguere un mezzo di emergenza da uno di trasporto, non sapevano chi potesse guidare / cosa... nulla di nulla. Ma se li criticavi ti rispondevano "per me si fa così"...
    Durata? 2 mesi scarsi....

    Si litiga per tutto, dalla carta igienica al mezzo non funzionante, di recente abbiamo avuto una parentesi aggressioni e denunce penali (no comment), ma essendo la PA più grossa della città (se non addirittura della regione) tutto questo ci è sembrato quasi normale, quasi perchè l'instabilità, i personalismi e quant'altro sono sentimenti comuni in ogni associazione di volontariato (cosa comunque controproducente, specie quando si va a parlare della salute pubblica)e perchè viste le dimensioni della pubblica pareva normale che certi problemi messi in mano a volontari (che fanno tutto a propria discrezione) a volte venissero risolti con sufficienza, negligenza o rancore, il resto di sicuro è tutto merito "nostro".
    Ti assicuro che, in ben poche realtà pubbliche e private trovi un clima diverso. Ovviamente è peggio quando trovi dei fenomeni (che sono arrivati da me dalla tua zona) che si vantavano di fare il bello e cattivo tempo con dipendenti etc... e pretendevano, prima ancora di aver alzato il culo dalla sedia, di poter insegnare e comandare. Qualcuno li tollera, un paio li abbiamo ridimensionati, con altri semplicemente lascio che facciano la loro predica e poi commento "che stronzate".
    Ma ti assicuro che, sopratutto nel pubblico, non è difficile sentirsi rispondere "se devo fare X voglio X soldi in più a fine mese" oppure, più semplicemente "io non lo faccio."
    E non parlo di chissà cosa, parlo di gente che ha l'incarico di fare le pulizie e che se gli chiedi di lavare 2 volte l'ingresso perché magari è piovuto e si è sporcato reagisce in quel modo.

    per farti un esempio è come se un dipendente autista soccorritore 118 dicesse "se vuoi che guido con la sirena accesa, mi devi pagare un extra".
    Soccorritore Volontario
    La stima che un ente riceve è pari alla peggiore immagine che riesce a trasmettere

  11. #80
    accostare la realtà del soccorso alpino al mondo del volontariato sanitario "urbano" è metodologicamente sbagliato. l'unica cosa in comune è la prestazione d'opera a titolo gratuito, ma sotto gli aspetti operativi, organizzativi, formativi, logistici e amministrativi sono due mondi diversi. il che non vuole dire migliore o peggiore, solo differenti al punto tale che non si può parlare di professionismo vs volontariato perchè, anche se molti giocano su questo conflitto, è tutto subordinato al terreno in cui si opera...tutto il resto è contorno e nulla più

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