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Discussione: Come realizzare un sistema efficiente di soccorso tecnico e sanitario integrato

  1. #21
    @Lucadrago54: l'errore secondo me è proprio questo: mettere davanti gli aspetti amministrativi a quelli operativi. Creare una cesura tra organizzazione dell'emergenza sanitaria su base regionale e quella tecnica su base nazionale è solo un artificio inutile. In pratica devono comunque lavorare di concerto, indipendentemente se l'intestazione della busta paga è del ministero o della regione. (E qua lo so bene che agli statali questo discorso fa venire l'orticaria, ma è anche ora di finirla con queste paranoie inutli).

    Quello che voglio dire è che tutto il pronto intervento genericamente inteso va armonizzato in tutte le sue componenti (ffoo, sanità, pompieri, soccorso alpino), indipendentemente dal fatto che vertice di ciascuna piramide sia al palazzo della regione o al ministero, mentre va gestito in un ambito differente tutto quello che non è pronto intervento, a cominciare dalla protezione civile.

    Poi, mi incuriosisce la tua idea di inserire personale sanitario nel soccorso tecnico. Da cosa dipende? C'è davvero questa esigenza? C'è qui qualche medico/infermiere 118ttista? Cosa ne pensa?

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  3. #22

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    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio
    Poi, mi incuriosisce la tua idea di inserire personale sanitario nel soccorso tecnico. Da cosa dipende? C'è davvero questa esigenza? C'è qui qualche medico/infermiere 118ttista? Cosa ne pensa?
    Che l’esigenza c’è eccome. Bisogna però suddividere gli interventi tecnici tra tecnico-sanitari e tecnici puri (dove non ci son pazienti). Poi ok, se si vuole il sanitario anche sui tecnici puri per fungere da protezione per gli eventuali tecnici infortunati, ben venga. Da me per ogni missione dei pompieri che prevede un rischio viene inviata assieme un’ambulanza in supporto, anche se non ci sono feriti.

  4. #23
    Che ci sia un'ambulanza di supporto agli operatori anche negli interventi senza infortunati coinvolti ma che comunque presentano un certo livello di rischio va benissimo.

    Altra cosa è pensare di avere medici/infermieri che si mettono l'autorespiratore e corrono su per l'autoscala.

    Per questo chiedevo chiarimenti...

  5. #24

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    No, non su interventi tecnico-sanitari dove la scelta è l'evacuazione rapida. Ci son però interventi tecnico-sanitari, anche in ambiente urbano, dove la presenza del sanitario è utile al paziente. Cantieri, ecc. ad esempio. Da me ci sono e trovo che siano un passo avanti nella qualità. Nel soccorso in ambiente montano beh, dovrebbero essere SEMPRE presenti, imho.

  6. #25
    Da me ci sono i gruppi HART e usano gli autorespiratori se ci sono più di 2 autobotti a spegnere un incendio automaticamente vengono mandati in aiuto succedesse qualcosa. Nei soccorsi tecnico/sanitari sono il gruppo HART a coordinare e a intervenire. So che hanno iniziato qualcosa di simile a Vicenza ma vedremo come va.

  7. #26
    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio
    @Lucadrago54: l'errore secondo me è proprio questo: mettere davanti gli aspetti amministrativi a quelli operativi. Creare una cesura tra organizzazione dell'emergenza sanitaria su base regionale e quella tecnica su base nazionale è solo un artificio inutile. In pratica devono comunque lavorare di concerto, indipendentemente se l'intestazione della busta paga è del ministero o della regione. (E qua lo so bene che agli statali questo discorso fa venire l'orticaria, ma è anche ora di finirla con queste paranoie inutli).

    Quello che voglio dire è che tutto il pronto intervento genericamente inteso va armonizzato in tutte le sue componenti (ffoo, sanità, pompieri, soccorso alpino), indipendentemente dal fatto che vertice di ciascuna piramide sia al palazzo della regione o al ministero, mentre va gestito in un ambito differente tutto quello che non è pronto intervento, a cominciare dalla protezione civile.

    Poi, mi incuriosisce la tua idea di inserire personale sanitario nel soccorso tecnico. Da cosa dipende? C'è davvero questa esigenza? C'è qui qualche medico/infermiere 118ttista? Cosa ne pensa?
    io credo che disciplinare una materia attraverso la legge sia d'obbligo (in qualsiasi campo) al fine di definire diritti, doveri e responsabilità dei soggetti coinvolti, inutile dire che preferirei conferire un onere a posteriori piuttosto che non in loco sull'intervento. Secondo me sono proprio i vuoti normativi che danno luogo alle disarmonie d'intervento ed ai successivi contenziosi, non a caso la poca perizia posta nella tecnica legislativa ha fatto sì che la legge Madia potesse essere impugnata dai sindacati VVF proprio per "sindacare" sulla spettanza del servizio di coordinamento/ direzione di soccorsi a carattere sanitario e dell'elisoccorso al CNSAS. (fonte: http://www.uilpavvf.com/download/201...ca%20cnsas.pdf )
    Tecnico e sanitario, il discorso è sempre lo stesso, il cnsas vede il sanitario come parte integrante della squadra, i vvf no, la guardia costiera no e correggetemi se sbaglio nemmeno le forze armate in occasione di interventi sul territorio nazionale (SAR ). Potremmo definirla come l'eccezione che conferma la regola. Per gli altri corpi occorre un intesa col ssuem o in alternativa organizzazioni di volontariato, il cnsas decide di fare a modo suo, più che lecito, fintanto che il SSUEM non riuscirà a portare i SUOI sanitari sui luoghi d'intervento in ambiente impervio (cosa ad oggi data possibile solo attraverso i servizi di elisoccorso) e anche in quel caso occorrerà la normativa, occorrerà il riconoscimento reciproco delle capacità dei sanitari e dei tecnici e l'intesa atta a creare un coordinamento tra le due parti, non si possono lasciare le cose al caso.
    We say goodbye, but never let go
    We live, we die, 'cuz you can't save every soul
    Gotta take every chance to, show that you're the kinda man who;
    Will never look back, never look down,
    And never let go

  8. #27
    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    Da me ci sono i gruppi HART e usano gli autorespiratori se ci sono più di 2 autobotti a spegnere un incendio automaticamente vengono mandati in aiuto succedesse qualcosa. Nei soccorsi tecnico/sanitari sono il gruppo HART a coordinare e a intervenire. So che hanno iniziato qualcosa di simile a Vicenza ma vedremo come va.
    Io ripeto, tanto di cappello per HART e SORT, avessi dovuto decidere io non li avrei resi capaci di tanto e mi sarei limitato a dei corsi di autoprotezione così da potersi avvicinare all'intervento tecnico i sanitari ma non renderli parte del salvataggio, per quello esistono, o almeno in Italia, altri istituti, anche perchè correggimi se sbaglio ma sono dotati anche di squadre TLC, a che pro?
    Inoltre mi interesserebbe una cosa: Quanto vengono retribuiti rispettivamente un pompiere scozzese che fa comuni attività antincendio e un operatore SORT che interviene nel medesimo contesto?
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  9. #28
    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    io credo che disciplinare una materia attraverso la legge sia d'obbligo (in qualsiasi campo) al fine di definire diritti, doveri e responsabilità dei soggetti coinvolti, inutile dire che preferirei conferire un onere a posteriori piuttosto che non in loco sull'intervento. Secondo me sono proprio i vuoti normativi che danno luogo alle disarmonie d'intervento ed ai successivi contenziosi, non a caso la poca perizia posta nella tecnica legislativa ha fatto sì che la legge Madia potesse essere impugnata dai sindacati VVF proprio per "sindacare" sulla spettanza del servizio di coordinamento/ direzione di soccorsi a carattere sanitario e dell'elisoccorso al CNSAS. (fonte: http://www.uilpavvf.com/download/201...ca%20cnsas.pdf )
    Tecnico e sanitario, il discorso è sempre lo stesso, il cnsas vede il sanitario come parte integrante della squadra, i vvf no, la guardia costiera no e correggetemi se sbaglio nemmeno le forze armate in occasione di interventi sul territorio nazionale (SAR ). Potremmo definirla come l'eccezione che conferma la regola. Per gli altri corpi occorre un intesa col ssuem o in alternativa organizzazioni di volontariato, il cnsas decide di fare a modo suo, più che lecito, fintanto che il SSUEM non riuscirà a portare i SUOI sanitari sui luoghi d'intervento in ambiente impervio (cosa ad oggi data possibile solo attraverso i servizi di elisoccorso) e anche in quel caso occorrerà la normativa, occorrerà il riconoscimento reciproco delle capacità dei sanitari e dei tecnici e l'intesa atta a creare un coordinamento tra le due parti, non si possono lasciare le cose al caso.


    altra cosa secondo me importantissima per un sistema armonico... dare un bel dest-riga alle sigle sindacali che invece di battersi per maggiori garanzie e retribuizioni dei propri iscritti, fanno la guerra agli altri enti di soccorso.

  10. #29
    Le squadre HART/SORT sono nate per volere del governo centrale per portare il soccorso sanitario nella zona rossa, visto che i VVFF non possono toccare i pazienti (tipo emergenze NBCRE) non so cosa tu ti riferisca per TLC. La retribuzione per i paramedici SORT/ HART sono circa 40000£ all anno per I VVFF non penso si arrivi a 30000£. Ci sono responsabilità diverse soprattutto la responsabilità dei paramedici nella gestione dei pazienti. I VVFF in UK sono molto limitati in fatto di soccorso a persone.

  11. #30
    Ho letto La lettera dei VVFF, semBra inevitabile che non vogliono cedere e che vogliano per forza gestire e coordinare gli interventi. La lettera parla di soccorso tecnico e non tecnico/sanitario. Se davvero hanno nei loro compiti la salvaguardia dell incolumità delle persone allora dovrebbero gestire tutti i soccorsi. Questo vuol dire allora in ambiente montano fare prevenzione valanghe, ricerca di persone in valanga, evacuazione impianti di risalita, sicurezza delle vie ferrate ecc. Non ce li vedo proprio.mbisognerebbe che qualcuno nel governo prenda una decisione o se no non si risolverà mai nulla

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