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Discussione: Ipotermia in ambienti estremi

  1. #1

    Ipotermia in ambienti estremi

    Ciao a tutti, visto la sezione in essere, pongo un problema che vede coinvolti chiunque si trovi ad operare in ambiente montano o di grotta. L'ipotermia.
    E' subdola e di difficile trattamento sopratutto in caso di lunga permanenza in attesa di primi soccorsi.
    Qualcuno ha affrontato il problema ?

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  3. #2

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    Non mi sembra che gli ambienti montano o di grotta si possano considerare al pari, anche perché in grotta non ci sono gli sbalzi termici che invece troviamo in ambiente montano.

  4. #3
    Gli sbalzi termici non contano in maniera rilevante ma conta l'esposizione prolungata in un ambiente umido e ventilato, (Vedi dispersi in mare). In grotta l'umidità è del 100% la temperatura anche se costante mediamente a seconda delle zone si aggira tra gli 8 e i 10 gradi.
    In montagna si può più facilmente avere assideramento o congelamento.

  5. #4
    Il problema dell'ipotermia in montagna è forse il primario da affrontare; al di là di quello che i soccorritori possono fare, comunque, in montagna soprattutto conta l'autosoccorso. Quindi, vestiario adeguato (meglio se "a strati" o, come si dice qui, "a cipolla") e un bel telino termico sempre nello zaino!

  6. #5
    Concordo al 100% con quanto dice galceti74, la miglior cura è la prevenzione. Per quanto riguarda l'ambiente "montagna" l'utente medio cerca di non portar peso nello zaino ma un cambio caldo e vestiario caldo oltre che al telo termico, aiuta ad affrontare un ritardo imprevisto.
    Ricordiamo che un repentino cambio atmosferico, nuvole basse, nebbia, temporali possono portare una sosta anche prolungata e, come dicevo precedentemente, non servono temperature inferiori allo zero per entrare in ipotermia.

  7. #6
    Per abitudine porto sempre in montagna, anche ad agosto, una maglietta di ricambio asciutta, un pile leggero, il k-way e una metallina.
    Abitudine che mi è stata inculcata anni fa da amici del CNSAS con cui faccio trekking e roccia.
    Pochi grammi in più che possono essere mooooolto utili!

  8. #7

    Ipotermia accidentale

    Citazione Originariamente Scritto da Fox Visualizza Messaggio
    ... L'ipotermia.
    E' subdola e di difficile trattamento sopratutto in caso di lunga permanenza in attesa di primi soccorsi.
    Qualcuno ha affrontato il problema ?
    Immagino tu parli dell'ipotermia accidentale, argomento conosciuto, discusso in molte sedi, con trattamento che richiede una buona conoscenza della patologia ed un'ottima organizzazione dei sistemi di emergenza per "salvare i salvabili".

    Se volete info forse ho qualcosa... ma non credo che direi cose nuove...
    Il problema principale, ad esclusione delle ipotermie dopo trauma (ad esempio stradale,in casa, ecc) e di quelle ad esempio in sala operatoria durante un intervento chirurgico, riguarda in particolare il trattamento dei sepolti da valanga (casi estremamente tempo-dipendenti) e dei pazienti che cadono in acque a bassa temperatura (non dimentichiamoci che basta andare fuori strada in auto finire in un fosso con acqua ed essere rinvenuti tempo dopo...). Ecco... in questi casi deve esserci un sistema di soccorsi organizzato, che abbia previsto tali evenienze (l'auto nel fosso non ci finisce solo a gennaio in Alto Adige od in Valle d'Aosta!) e che abbia il personale addestrato nel trattamento / triage di questi pazienti... nel senso che i pazienti ipotermici gravi, magari incoscienti e bradicardici quando non addirittura in ACC, andrebbero trattati adeguatamente e trasportati in un centro in grado di praticare un riscaldamento invasivo a mezzo circolazione extracorporea, anche passando davanti all'entrata dei PS di ospedali non in grado di offrire tali opportunità (cioè con cardiochirurgia con sala operatoria pronta all'accoglienza... e personale che sappia di cosa si sta parlando e non che ci squadri pensando "questi sono matti, hanno fatto un trasporto di 50 km passando davanti a due PS praticando un MCE ad un morto!")

    Ciao

  9. #8
    Citazione Originariamente Scritto da mclod Visualizza Messaggio
    i pazienti ipotermici gravi, magari incoscienti e bradicardici quando non addirittura in ACC, andrebbero trattati adeguatamente e trasportati in un centro in grado di praticare un riscaldamento invasivo a mezzo circolazione extracorporea, anche passando davanti all'entrata dei PS di ospedali non in grado di offrire tali opportunità (cioè con cardiochirurgia con sala operatoria pronta all'accoglienza... e personale che sappia di cosa si sta parlando e non che ci squadri pensando "questi sono matti, hanno fatto un trasporto di 50 km passando davanti a due PS praticando un MCE ad un morto!")
    ciao, da quel che ricordo io per i pz ipotermici, prima di poter dichiarare il decesso (a meno di condizioni evidentissime) il pz deve essere riscaldato fino a 37 C. tra l'altro i pazienti ipotermici sono quelli che hanno le migliori possibilità di outcome neurologico dall'arresto. (considera che è ampiamente codificata 'ipotermia terapeutica per i pz ripresi da ACC).

    ti volevo chiedere: perchè un pz ipotermico encessita di una sala cardiochirurgica? non basta un DEA con rianimazione?

    e poi, per quel che riguarda l'esempio più comune che facevi tu, di pz caduto con la macchina nel fosso, bagnato fradicio e inverno
    ovviamente se arrivo con l'ambulanza, magari con anche i vvff, estrico il pz, lo porto in ambulanza, metto il riscaldamento al max, taglio tutti i vestiti, lo asciugo e lo copro con la metallina.nel caso in cui invece io passassi di lì per caso con la mia macchina, e fossi senza attrezzature, mi si apre un dilemma: tiro fuori il tizio con tutti i rischi che questo comporta o lo lascio lì, con rischio di ipotermia?
    quanto tempo può stare una persona parzialmente bagnata magari, in una giornata a zero gradi, prima che l'ipotermia diventi pericolosa?
    esistono scale di riferimento?
    Ultima modifica di kikibk; 19-01-2011 alle 13:51
    il mondo non ce l'abbiamo in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli

  10. #9
    Citazione Originariamente Scritto da kikibk Visualizza Messaggio
    ciao, da quel che ricordo io per i pz ipotermici, prima di poter dichiarare il decesso (a meno di condizioni evidentissime) il pz deve essere riscaldato fino a 37 C. tra l'altro i pazienti ipotermici sono quelli che hanno le migliori possibilità di outcome neurologico dall'arresto. (considera che è ampiamente codificata 'ipotermia terapeutica per i pz ripresi da ACC).

    ti volevo chiedere: perchè un pz ipotermico encessita di una sala cardiochirurgica? non basta un DEA con rianimazione?

    ...quanto tempo può stare una persona parzialmente bagnata magari, in una giornata a zero gradi, prima che l'ipotermia diventi pericolosa?
    esistono scale di riferimento?
    E' vero che gli ipotermici vanno riscaldati prima di poter certificare il decesso (ogni ipotermico è morto quando è caldo e morto); è vero che gli ipotermici hanno migliori probabilità di outcome neurologico dopo ACC (anche se tali probabilità cambiano in funzione della causa dell'ACC e dell'ipotermia... cioè se uno ipotermico va in arresto per l'ipotermia ha aspettative di sopravvivenza diverse da un paziente che va in ACC e successivamente in arresto...).

    NON è vero che "è ampiamente codificata l'ipotermia terapeutica per i pazienti ripresi da ACC":l'utilità dell'ipotermia terapeutica è supportata da buone evidenze per quel che riguarda gli ACC con presentazione extra-ospedaliera di FV; per quel che riguarda altre tipologie di ACC, l'utilità della procedura è probabile ma supportata da pochi dati. Vedi linee guida ERC 2010 (...There is good evidence supporting the use of induced hypothermia in comatose survivors of out-ofhospital cardiac arrest caused by VF. One randomised trial and a pseudo-randomised trial demonstrated improved neurological outcome at hospital discharge or at 6 months in comatose patients after out-of-hospital VF cardiac arrest... Extrapolation of these data to other cardiac arrests (e.g., other initial rhythms, in-hospital arrests, paediatric patients) seems reasonable but is supported by only lower level data...)

    Esistono degli studi che indicano la perdita di temperatura corporea in diverse condizioni di esposizione... utili, ma le variabili in campo sono talmente tante che dei dati esatti sono difficili da ottenere! Io, intuitivamente, direi che se il tempo di arrivo dei soccorsi è ragionevole, li si può attendere... altrimenti no... comunque fai conto che la condizione descritta da te è una delle peggiori per dare luogo ad un'ipotermia (paziente immerso in acqua gelida che scorre), ma una delle migliori da trattare perchè parliamo di un paziente ipotermico ma non ipossico (supponendo che abbia il capo fuori dall'acqua ed escludendo altri traumi).



    Un DEA con rianimazione nel caso da me descritto non basta proprio... come ho detto il trattamento deve essere con il riscaldamento interno a mezzo circolazione extracorporea, da attuarsi in sala operatoria ad opera dei cardiochirurghi. Altre metodiche un pò meno invasive sono allo studio (si tratta comunque di sistemi di circolazione extracorporea periferica veno-venosi od artero-venosi, ma ancora non hanno l'efficienza della circolazione extracorporea con acceso toracotomico ed inoltre nei pazienti in ACC il supporto che riescono a dare al circolo è limitato.
    Gli altri sistemi di riscaldamento (attivo esterno ad esempio, a mezzo delle coperte ad aria riscaldata "warm-touch") attuabili in pazienti con clinica simile a quella descritta, vanno posti in atto quando precedentemente non si è organizzato un sistema di trattamento di tali patologie, quindi diciamo sono un pò d'emergenza/incompetenza, fatti salvi i casi in cui tali pazienti non fossero trasportabili per difficoltà logistiche (es. 200 km di strade di montagna innevate di notte!) a centri specializzati!

    Ciao

  11. #10

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    Grazie, mclod, per condividere le tue competenze.

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