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Discussione: Ufficiale: il coordinamento del soccorso in ambienti impervi è a capo del CNVVF

  1. #2961

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    L'avatar di montag140465
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    Citazione Originariamente Scritto da Strike Visualizza Messaggio
    Solo una precisazione, i tecnici dei soccorso alpino sono soccorritori certificati, quindi già loro sono i sanitari.
    Non credo . La certificazione non parififica al ruolo di sanitario

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  3. #2962

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    Citazione Originariamente Scritto da soccorritorealpino Visualizza Messaggio
    -per l'autorità non ci sono problemi: 1) stato di necessità 2) ausiliario di pg
    -che nemmeno le FDO si muovano da sole è giustissimo: infatti nelle ricerche in montagna sono spesso i carabinieri (o la finanza) che chiedono "lumi" al cnsas su come impostare la ricerca, e non credo che per questo il comandante della compagnia cc si senta esautorato dei propri poteri. si parla, ci si confronta, si scambiano pareri TECNICI ognuno per le proprie competenze. cosa che sembra normale, ma che i pompieri per esempio non fanno assolutamente col soccorso alpino e tribolano parecchio a fare con le fdo.
    -le esperienze personali, quando iniziano ad essere in numero sostanzioso, forniscono perlomeno un indizio sulla tendenza. sono molto contento che nella tua regione questi problemi non esistano, ma altrove è diverso.
    -per gli articoli di piccola levatura, beh sarebbe molto fico se montanelli ed biagi prima, ora travaglio e galli della loggia scrivessero articoli su il signor peppino che andando per funghi si è rotto la gamba e il conapo ha rotto i maroni al soccorso alpino...ma purtroppo non è così. e anche qui 1 caso isolato non significa nulla, tanti articoli e tutti dello stesso tenore invece non costituiscono una prova ma se non altro danno uno spaccato delle frizioni che ci sono.

    La realtà è che il CNSAS non ha nessuna autorità per attingere a dati sensibili sulla persona , ma non ha nessuna competenza nel coordinamento di una ricerca. Principalmente perché non ha mai fatto un lavoro su larga scala , secondariamente perché non ha nessuna capacità certificativa . I discorsi sull' ausiliario di pg e sullo stato di necessità poi ci indicano senza mezzi termini i limiti formativi in materia . Lasciamo che il CNSAS faccia ciò che sa fare bene . Al resto è meglio che ci pensino altri .

    PS il Tas è materia fondamentale anche per altre attività estremamente delicate per il cnvf come l' aib e l' usar . Strano che quei maledetti principianti non abbiano provocato disastri . Salutatemi i molecolari intanto . Dicono che abbiano perso la strada di casa . Ma che abbiano trovato un tesoro . Per sbaglio ovviamente.

  4. #2963
    Citazione Originariamente Scritto da montag140465 Visualizza Messaggio
    La realtà è che il CNSAS non ha nessuna autorità per attingere a dati sensibili sulla persona ...
    Si fa senza problemi. Da sempre. Chiaro che i pompieri che non capiscono un tubo si si inventino questa e altre balle per far credere di essere indispensabili anche quando sono inutili.

  5. #2964

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    Si fa sicuramente . Senza problemi ? Sono sicuro che qualche tuo collega la pensa diversamente adesso. Pensare di essere al di sopra delle regole può giocare brutti scherzi . Peggiori di non presentarsi quando convocati o abbandonare le ricerche senza comunicarlo . Ma sono casi sporadici . Opportunamente e adeguatamente corretti .
    Ultima modifica di montag140465; 21-06-2018 alle 08:25

  6. #2965
    Citazione Originariamente Scritto da montag140465 Visualizza Messaggio
    Si fa sicuramente . Senza problemi ? Sono sicuro che qualche tuo collega la pensa diversamente adesso. Pensare di essere al di sopra delle regole può giocare brutti scherzi . Peggiori di non presentarsi quando convocati o abvandonare le ricerche senza comunicarlo . Ma sono casi sporadici . Opportunamente e adeguatamente corretti .
    sempre fatta la raccolta di dati senza problemi, ovviamente quando siamo stati interpellati per primi. quando poi arrivano altri enti, indipendentemente dalla divisa, si passano i dati e si condivide tutto. l'interesse è che il disperso venga trovato, e non che venga trovato "dai nostri". a parti invertite invece, la questione è un po' più complicata.
    abbandonare le ricerche senza comunicarlo, non presentarsi quando convocati (da chi?)? sono cose gravi... strano che mr. conapo e company non ne abbiano fatto un cavallo di troia per la loro crociata anti soccorso alpino.... mi piacerebbe saperne di più

    per quanto riguarda i molecolari... in tante occasioni chi ha sbadilato fango si è dovuto ricredere (come diceva stravecchio prima). poi ci può stare l'errore, per carità nessuno è perfetto

  7. #2966
    Montag il caso sporadico è sporadico. I tuoi colleghi che pensano di entrare in forra di notte col gommone o mandati a ciaspolare di notte col vuoto nella mente (nel senso di senza adeguata preparazione alla movimentazione su terreno innevato) non sono casi sporadici. E li' non è che prima o poi qualcuno si fa male. Andando avanti cosi' finisce che qualcuno crepa. E allora ciao medaglie e intitolazioni di caserme.

    il problema e' che la tua oragnizzazione non non lo vede proprio il problema.

  8. #2967
    sui cani molecolari penso che il loro lavoro è più utile per dispersi da più giorni, in quanto seguono tracce olfattive del passaggio e non della vicinanza del disperso (non sono un cinofilo per cui mi fermo qui sul lato tecnico). nel caso che ho citato io sul monte penna, il molecolare è partito rifacendo tutta la traccia che l'uomo aveva fatto mentre cercava funghi. il cane della valle d'aosta dei Vigil idel Fuoco invece ci è arrivato dritto per dritto e lo ha trovato in breve tempo. su un disperso da poco tempo la seconda soluzione è la migliore, su un disperso da tanto tempo o con maltempo, il molecolare indica tracce che altrimenti non si scoverebbero. sicuramente è un campo su cui investire e non affretterei giudizi troppo negativi.

    per quanto riguarda la diatriba sul coordinamento a mio parere bisognerebbe TUTTI fare un bagno di umiltà: personalmente non mi importa chi comanda ma come ci si comporta. a volte ho trovato alcuni comportamenti non proprio corretti nei confronti del soccorso alpino. però pazienza tanto a parte l'educazione personale ci si può fare ben poco, ma di certo una collaborazione nei fatti più che a parole non guasterebbe.

  9. #2968
    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio
    Montag il caso sporadico è sporadico. I tuoi colleghi che pensano di entrare in forra di notte col gommone o mandati a ciaspolare di notte col vuoto nella mente (nel senso di senza adeguata preparazione alla movimentazione su terreno innevato) non sono casi sporadici. E li' non è che prima o poi qualcuno si fa male. Andando avanti cosi' finisce che qualcuno crepa. E allora ciao medaglie e intitolazioni di caserme.

    il problema e' che la tua oragnizzazione non non lo vede proprio il problema.
    purtroppo, nei soccorsi in montagna, le priorità tra i due corpi sono differenti.
    da una parte si pensa a tirare fuori dagli impicci chi ha bisogno, nel modo migliore per il ferito, nel minor tempo possibile, affidandosi a esperienza e capacità... e possibilmente riportando a casa la pellaccia integra.
    da un'altra parte ci si preoccupa perlopiù di esserci, di ribadire che si ha lo scettro del comando e che i gradi sono i gradi. poi dopo viene l'intervento.

  10. #2969

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    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio
    Montag il caso sporadico è sporadico. I tuoi colleghi che pensano di entrare in forra di notte col gommone o mandati a ciaspolare di notte col vuoto nella mente (nel senso di senza adeguata preparazione alla movimentazione su terreno innevato) non sono casi sporadici. E li' non è che prima o poi qualcuno si fa male. Andando avanti cosi' finisce che qualcuno crepa. E allora ciao medaglie e intitolazioni di caserme.

    il problema e' che la tua oragnizzazione non non lo vede proprio il problema.
    Ciò che mi fa dubitare della veridicità su quanto affermi è proprio la mancanza di conoscenza sui meccanismi operativi e gerarchici nel CNVF . Esistono procedure , esiste una catena di comando (l'' ICS lo hanno introdotto i VVF) ed esistono delle responsabilità civili e penali . Ora tu hai la minima idea se si verificasse un incidente sulla base di quanto affermi ? E secondo te perché un vigile del fuoco dovrebbe giocarsi tutto a livello professionale , patrimoniale e familiare ? Inventane un' altra , magari più credibile .

  11. #2970
    Citazione Originariamente Scritto da montag140465 Visualizza Messaggio
    Ciò che mi fa dubitare della veridicità su quanto affermi è proprio la mancanza di conoscenza sui meccanismi operativi e gerarchici nel CNVF . Esistono procedure , esiste una catena di comando (l'' ICS lo hanno introdotto i VVF) ed esistono delle responsabilità civili e penali . Ora tu hai la minima idea se si verificasse un incidente sulla base di quanto affermi ? E secondo te perché un vigile del fuoco dovrebbe giocarsi tutto a livello professionale , patrimoniale e familiare ? Inventane un' altra , magari più credibile .
    il focus è proprio questo.
    pensare che i rischi che si corrono in montagna siano uguali a quelli che si corrono in un incendio, un crollo o in incidente stradale. e che siano evitabili con qualche ora aggiuntiva alla formazione base.
    ho visto coi miei occhi vvf con le ciaspole su neve ghiacciata al tramonto, senza la piccozza , senza imbrago, con zaini da 90 litri pieni di robe inutili. che per giunta, arrivati a intervento quasi concluso, ci hanno detto (o meglio, ci hanno provato) "ok adesso ci pensiamo noi, se volete potete portarci gli zaini". robe da rabbrividire.
    l'ambiente montano è già pericoloso di per se anche per le persone esperte,e pensare di avventurarsi in una qualche maniera, senza abbigliamento adeguato (se ne lamentano ogni inverno i sindacati vvf, non io), attrezzatura (idem) e conoscenza dei luoghi e tecniche (l'accordo con le guide alpine e le continue riforme del settore saf ne sono un'ammissione implicita) palesa la mancanza di know how, con l'aggravante che si sta andando a soccorrere e non è un'uscita privata.
    ovviamente un vigile del fuoco non va allo sbaraglio consapevole di andarsi a fare del male, altrimenti nessuno si farebbe male in montagna... il problema è che proprio non si ha la percezione dell'ambiente, perchè è un ambito in cui , scusa la franchezza, vi siete improvvisati per avere un ritorno d'immagine. come se il cnsas costituisse la "squadra speciale antincendio montano".

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