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Discussione: Ufficiale: il coordinamento del soccorso in ambienti impervi è a capo del CNVVF

  1. #2511
    @Skiermas: ...ho molti dubbi sul tipo di approccio che descrivi tu. O meglio, lo vedo applicabile a un numero molto limitato di eventi, considerando che nella stragrande maggioranza dei casi il luogo dove materialmente si svolge il'intervento è noto già in partenza a chi poi lo va ad effettuare. Magari se entri più nel dettaglio con qualche esempio possiamo capire meglio la tua idea.

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  3. #2512
    Citazione Originariamente Scritto da skiermas Visualizza Messaggio
    Scusa ma dove è stato scritto che il coordinatore deve stare sul campo?
    proprio il suo ruolo non gli permette di andare sul campo, ma deve limitarsi a dare indicazioni di che zone controllare a chi andrà sul campo...
    Mi sa che stai facendo un po di confusione o non sai come gestire un intervento. Chi coordina e come sta sul campo, forse non direttamente sull intervento o ferito ma poco distante, deve avere occhi per vedere cosa succede e dare indicazioni a chi sta facendo l intervento.

  4. #2513
    Credo che chi coordina forze diverse debba conoscere il potenziale di ciascuna, per assegnare i compiti secondo logica. Come poi il compito è svolto è faccenda che riguarda i responsabili di ogni specifica organizzazione.

  5. #2514

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    Infatti Grasso è così dove le cose funzionano. Salvo in questo caso, dove ci son tante prime donne...

    Figurati, da me in eventi che coinvolgono più realtà la coordinazione è della polizia e puoi immaginare quanto un “non sanitario” sappia di attività sanitaria. Ma la coordinazione è fatta comunque alla perfezione, dato che chi coordina si appoggia su “responsabili” di ogni singola realtà. Lo scopo di chi coordina è unicamente far si che tutte le varie realtà vadano nella medesima direzione, non saper fare tutto..

  6. #2515
    Citazione Originariamente Scritto da Giosuè Visualizza Messaggio
    Infatti Grasso è così dove le cose funzionano. Salvo in questo caso, dove ci son tante prime donne...

    Figurati, da me in eventi che coinvolgono più realtà la coordinazione è della polizia e puoi immaginare quanto un “non sanitario” sappia di attività sanitaria. Ma la coordinazione è fatta comunque alla perfezione, dato che chi coordina si appoggia su “responsabili” di ogni singola realtà. Lo scopo di chi coordina è unicamente far si che tutte le varie realtà vadano nella medesima direzione, non saper fare tutto..
    in italia però,ho come l'impressione che il termine coordinamento voglia significare "io faccio quel che mi pare, gli altri possono portarmi lo zaino se vogliono" (tratto da una storia vera)

  7. #2516
    Quale caso Giosuè? In generale tra pompieri e alpinisti? Mah...

    Forse vale la pena di ridurre la faccenda all'essenziale: nei soccorsi in montagna la disponibilità di un collegamento continuo con i soccorritori durante un intervento è cosa relativamente recente (e anche adesso non garantita ovunque al 100%).

    Di conseguenza la squadra che opera è abituata a fare in autonomia. In pratica quando arriva la richiesta di intervento con la localizzazione (grossomodo...) e il tipo di problema, i soccorritori partono e sanno già cosa fare. Non c'è bisogno di nessun intervento esterno. Anche perchè chi non è del mestiere cosa può dire a una squadra del soccorso alpino?

    Oggi è migliorata la circolazione delle informazioni, che in pratica è un aggiornamento dello stato delle cose man mano che l'intervento evolve, per esempio da parte dell'utente si possono ottenere informazioni più dettagliate sulla localizzazione o sull'evoluzione di problematiche sanitarie, se ce ne sono. Quando la squadra raggiunge il luogo dell'intervento aggiorna su posizione e notizie sanitarie.

    Ma le decisioni vengono prese sul campo da parte di chi è lì. E' raro che la direzione venga presa da chi è fuori. Anche perchè, come ripeto, non è garantito che sia sempre possibile comunicare in tempo reale con i soccorritori.

    Questo è valido per la gran parte degli interventi. E' un tipo di gestione ordinaria, quotidiana direi.

    Per i -pochi e rari- interventi complessi vale quello che ha detto GM.

  8. #2517
    ...e a quelli io mi riferivo...
    Però, per esempio, una ricerca puo richiedere azioni sia in ambienti impervi o alpinistici, come in ambienti che non lo sono, e coinvolgere più organizzazioni o enti, fra cui VVF e CNSAS.
    Dubito che il coordinatore, chiunque esso sia, una vota definite le strategie con i vari responsabili, assegnati i compiti e le aree si metta interferire sulle modalità con cui ciascuna componente agisce.
    Ognuno conserva la propria autonomia operativa coordinandosi nel proprio gruoppo attravereso i propri referenti, i quali rispondono al coordinatore.

  9. #2518
    E' vero, Grasso.
    Se devo essere sincero, in eventi di ricerca persona un po' complessi, vuoi per vastità delle zone da verificare, vuoi per numero di soggetti presenti, non ho mai trovato uno che si ergesse a perno del sistema.
    Normalmente già in partenza è tutto spezzettato, dove le info sul soggetto disperso le hanno di solito le ffoo, i volontari di protciv comunali lo sanno loro quanti sono e che mezzi hanno, il 118 ha info sanitarie e soccorso alpino conoscenza e capacità operative su terreno impervio.
    Viene da sè che si fa un tavolo assieme con tutti i responsabili e poi ognuno parte per il suo.

    Ah, si. I pompieri...
    Normalmente partecipano con pochissime unità e al massimo qualche mezzo (va bene se hanno un fuoristrada da portare in giro le squadre). Ultimamente arrivano coi furgoni attrezzati di radio e pc portatile, ottimi per gestire i volontari di protciv in zone antropizzate o in campagna.
    Finchè va così, va ancora bene.

  10. #2519
    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio
    E' vero, Grasso.
    Se devo essere sincero, in eventi di ricerca persona un po' complessi, vuoi per vastità delle zone da verificare, vuoi per numero di soggetti presenti, non ho mai trovato uno che si ergesse a perno del sistema.
    Normalmente già in partenza è tutto spezzettato, dove le info sul soggetto disperso le hanno di solito le ffoo, i volontari di protciv comunali lo sanno loro quanti sono e che mezzi hanno, il 118 ha info sanitarie e soccorso alpino conoscenza e capacità operative su terreno impervio.
    Viene da sè che si fa un tavolo assieme con tutti i responsabili e poi ognuno parte per il suo.

    Ah, si. I pompieri...
    Normalmente partecipano con pochissime unità e al massimo qualche mezzo (va bene se hanno un fuoristrada da portare in giro le squadre). Ultimamente arrivano coi furgoni attrezzati di radio e pc portatile, ottimi per gestire i volontari di protciv in zone antropizzate o in campagna.
    Finchè va così, va ancora bene.

    per quanto riguarda i rapporti con il cnvf nelle maxi ricerche, che poi è il focus di questo thread, dipende molto dai comandi e dai caposquadra. ci sono a volte persone propense a parlare e a collaborare con armonia riconoscendo le proprie qualità ed i propri limiti, altre (purtroppo ultimamente in numero crescente) che pure intervenendo in seconda battuta e con uomini, mezzi e attrezzature non sempre all'altezza, hanno un atteggiamento più aggressivo e non collaborativo. non so se questa tendenza sia frutto di ordini dall'alto o da esigenze di visibilità in esclusiva... ma nel mio piccolo noto questo

  11. #2520
    Il problema sta proprio a chi spetta il coordinamento in caso di grosse emergenze, sembra che ognuno voglia coordinare la propria parte senza avere una figura predisposta a ciò. Ci vuole un superpartes che ha il ruolo di incident comander e coordini ascoltando i responsabili di ogni singolo ente e prenda decisioni, questo e’ quello che succede da me con i vari operational, tactical e strategic commanders di polizia, ambulanza e VVFF. Il problema in Italia si pone quando e’ un organo di volontariato che vuole coordinare tipo il soccorso alpino che in ambienti di montagna e impervi dovrebbero coordinare specialmente durante ricerca valanghe. Ora sappiamo che I VVFF non accettano tale regola ma a quanto pare polizia ecc. non hanno problemi. In caso di Maxiemergenza tecnico/sanitaria tipo esplosione in centro abitato chi coordina? Da una parte I VVFF giustamente ma poi si ha il 118 che vuole fare la sua parte senza avere una catena di comando ben precisa, con volontari/dipendenti che non so quale livello di preparazione hanno nella gestione di Maxiemergenza o medici o infermieri anche loro con poca preparazione in questi casi, perche’ se Gestisci la scena non tocchi nessun paziente e coordini il lato sanitario interfacciando con VVFF e polizia.

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