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Discussione: Ufficiale: il coordinamento del soccorso in ambienti impervi è a capo del CNVVF

  1. #2531
    @GM: se consideri l'arco alpino sono d'accordo con te. Li' i pompieri manco escono dalla caserma in caso di valanga, tanto lo sanno in partenza che è fuori dalla loro portata.

    Diverso in Appennino, dove mancano completamente di conoscenza della montagna, anche solo per sentito dire. Questo li spinge ad andare ben oltre quello che le loro limitate capacità consentirebbero. Se non li spinge la mancanza di conoscenza, ci pensa qualche dirigente/sindacalista/addetto stampa a buttarli allo sbaraglio. E la frittata è fatta.

    Il resto lo fa il can can mediatico che hanno tirato su da qualche tempo a questa parte.

    Travolto in valanga = disperso = comandano i pompieri (che hanno fatto anche la giornata sulla neve, quindi sono addestratissimi).

    Almeno in grotta, a parte i tempi dilatati, semmai fossero capaci di arrvare davanti all'ingresso, poi sono costretti a fermarsi comunque perchè non hanno la minima idea di dove andare una volta dentro.

    Questo deve essere anche piuttosto frustrante per gli operatori, i quali magari ci mettono anche buona volontà, ma sono sempre più convinto che l'approccio della loro organizzazione a queste tipologie di intervento sia totalmente da rivedere. Da cima a fondo.

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  3. #2532
    Citazione Originariamente Scritto da Grasso_Malghese Visualizza Messaggio
    Vedi che di teste calde ce ne sono in entrambi i campi...
    Non farei di ogni erba un fascio.

    si, per carità, il buon senso e i cretini non hanno divisa!
    però noto una crescente tendenza al superuomo, non so se questa sia pungolata da qualche sindacalista oppure sia una precisa direttiva "aziendale" (e a tal proposito si spiegherebbe tutto il marketing in ciaspole che viene propinato ultimamente), forse entrambe le cose.
    fatto sta che l'approccio è generalmente più aggressivo e competitivo da parte dei vvf. la cosa tende a notarsi di più su neve, dove il divario tecnico e di preparazione non può essere nemmeno troppo "mascherato" . sarebbe come se io mi presentassi in un incendio con corda, i ramponi e piccozza e pretendessi di dirigere lo spegnimento di un palazzo poichè sul mio luogo di lavoro mi han fatto provare l'estintore al corso per la sicurezza. questo atteggiamento personalmente mi da' molto fastidio

  4. #2533
    ...e in base alla tua prima affermazione, il secondo discorso si può ribaltare. Qualche esempio si potrebbe pure fare.
    Però trovo più positivo mettere in evidenza quelli che sono gli aspetti positivi su cui poter costruire, piuttosto che dare così tanto valore a episodi chiaramente ascrivibili a teste calde, o prive della necessaria cultura, che non hanno il senso della realtà.
    Se dovessi basarmi sugli episodi nei cui è stata difficile la cooperazione con alcuni TE con cui ho lavorato in più di vent'anni dovrei dire peste e corna del CNSAS, ma non posso non riconoscere l'altissima preparazione e professionalità della stragrande maggioranza di loro. Perfino di quello con cui ho litigato di più.

  5. #2534
    Citazione Originariamente Scritto da Grasso_Malghese Visualizza Messaggio
    ...e in base alla tua prima affermazione, il secondo discorso si può ribaltare. Qualche esempio si potrebbe pure fare.
    Però trovo più positivo mettere in evidenza quelli che sono gli aspetti positivi su cui poter costruire, piuttosto che dare così tanto valore a episodi chiaramente ascrivibili a teste calde, o prive della necessaria cultura, che non hanno il senso della realtà.
    Se dovessi basarmi sugli episodi nei cui è stata difficile la cooperazione con alcuni TE con cui ho lavorato in più di vent'anni dovrei dire peste e corna del CNSAS, ma non posso non riconoscere l'altissima preparazione e professionalità della stragrande maggioranza di loro. Perfino di quello con cui ho litigato di più.
    come ho detto i cretini non hanno divisa, o meglio ce ne sono per ogni divisa... penso che ci sia un gran bisogno di integrazione e cooperazione, ma finchè una delle due parti si sente superiore per nascita ( e quelli che ho raccontato sono episodi che ho visto e sentito con miei occhi e orecchie )
    se non si cambia mentalità e approccio alla materia, si rimarrà sempre in questa fase di stallo. ma se mi permetti, che il soccorso alpino faccia soccorso alpino (bene o male non spetta a me decretarlo) è la norma, che i vigili del fuoco facciano soccorso alpino e contestino quasi quotidianamente l'operato del soccorso alpino, ci sta un po' di meno. se un autista di ambulanza vuole diventare pilota di elicottero, penso che sia lui a dover fare un bagno di umiltà e avere un approccio "soft", questo non per nonnismo ma perchè sicuramente chi fa da una vita solo il pilota avrà più esperienza e capacità di chi fino a 50anni ha guidato un'ambulanza e poi di colpo prende in mano (piedi) manetta ciclico e collettivo...

  6. #2535

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    C’è da dire che si son sentiti, proprio per il discorso “l’idiozia non ha limiti di divisa” anche “piloti di elicottero” voler lavorare in ambulanza e, spesso, pure come “medici specialisti”. Purtroppo

  7. #2536
    A quanto pare c'è qualcun'altro che ha delle perplessità sull'organizzazione dei pompieri quando vogliono sostituirsi al soccorso alpino:

    BASICO, APPELLO A TORNARE INDIETRO (Fonte: USB Vigili del Fuoco)

    Il 21 febbraio si è svolta un ulteriore incontro per discutere il “Sistema di formazione del Personale del C.N.VV.F. nel settore Saf”.

    [...] pensare di rendere base per tutti i pompieri d’Italia un corso quasi pari alla somma di 1A+1B è utopistico. Se questo fosse sancito, servirebbero fondi pari a milioni di euro all’anno [...]

    [...] dobbiamo essere realistici: attualmente al corso di ingresso nessuno viene bocciato (quindi o il corso verrebbe regalato a molti o si lascerebbe la patata bollente ai comandi), ai comandi i retraining non vengono garantiti neanche per il TPSS, non ci sarebbe modo di far passare gli ex 1A che non vogliono) al basico.[...]

    Continuiamo a pensare che va bene ed è necessaria l’attuale revisione dei manuali Saf ma forse prima di volere un Corpo Nazionale di operatori in corda dovremmo investire sull’ aggiornamento della formazione antincendio, sugli incidenti stradali (auto elettriche, impianti a metano liquefatto,mezzi a idrogeno) sull’utilizzo delle schiume (smettendo di comprare solo quella aeroportuale) etc etc..

    Il pompiere deve: si, essere in grado di raggiungere un pericolante in una scarpata con una barella o calarsi da un piano all’altro per un soccorso persona ma non tutti vogliono o sono portati ad andare oltre. [...]

  8. #2537
    Citazione Originariamente Scritto da Giosuè Visualizza Messaggio
    C’è da dire che si son sentiti, proprio per il discorso “l’idiozia non ha limiti di divisa” anche “piloti di elicottero” voler lavorare in ambulanza e, spesso, pure come “medici specialisti”. Purtroppo
    non lo metto in dubbio. ma insisto e dico che se qualcuno del soccorso alpino può aver "sconfinato" in ambiti non propriamente suoi, sono casi tuttavia isolati. Quella dei vvf di voler fare soccorso alpino "al posto di" (e non "insieme a") è una tendenza piuttosto omogenea in tutta italia, alimentata da una martellante comunicazione e da sindacalisti che sono affamati di tessere e trovando un nemico esterno cercano di coprire le tante mancanze del proprio lavoro.

    concludo dicendo che, come sosteneva un mio amico/collega, un cardiologo può essere un ottimo cardiologo, anche il migliore del mondo, ma non per questo può credersi legittimato a operare dei legamenti o fare un intervento di colecisti. a ognuno il suo, secondo competenze e formazione.

  9. #2538
    Il ruolo percepito non sempre corrisponde a quello assegnato, ma questo è anche un problema di formazione, ovvero culturale.

    Dico anche perchè capita che un pilota o un TE abbiano un back ground sanitario, come che un medico e un pilota abbiano una formazione alpinistica di un certo livello. Questo, se il carattere e l'educazione non sono adeguati, può essere perfino controproducente e generare quei conflitti di competenza cui accennaava Giosuè

  10. #2539
    Citazione Originariamente Scritto da Grasso_Malghese Visualizza Messaggio
    Dico anche perchè capita che un pilota o un TE abbiano un back ground sanitario, come che un medico e un pilota abbiano una formazione alpinistica di un certo livello.
    avere competenze allargate ha senza dubbio i suoi vantaggi in ambito professionale, specie in situazioni-limite dove il bagaglio personale aiuta a venirne fuori. ma è da usare con cautela e di certo non è un lasciapassare che consente di fare tutto

  11. #2540

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    Citazione Originariamente Scritto da Grasso_Malghese Visualizza Messaggio
    Il ruolo percepito non sempre corrisponde a quello assegnato, ma questo è anche un problema di formazione, ovvero culturale.

    Dico anche perchè capita che un pilota o un TE abbiano un back ground sanitario, come che un medico e un pilota abbiano una formazione alpinistica di un certo livello. Questo, se il carattere e l'educazione non sono adeguati, può essere perfino controproducente e generare quei conflitti di competenza cui accennaava Giosuè
    Quando si indossa una divisa, peró, le competenze personali non dovrebbero prevaricare i limiti della figura che si sta coprendo. Nel senso, se un volontario del CNSAS è anche un VVF, il Cnsas non dovrebbe rivendicare competenze pompieristiche. Lo stesso nei VVF, se molti sono anche ottimi alpinisti (cosa che è vera), non è che il CNVF puó vantare competenza alpinistica. Il background personale rimane tale e la competenza dell’ente/corpo dovrebbe vantare come “propria” una competenza che hanno tutti i suoi appartenenti o, comunque, una determinata parte di questi con riconoscimento di tale competenza. Parte che è l’unica a poterla sfruttare. Non che se uno è alpinista allora tutti i VVF si appendono come salami in parete, oppure se un Cnsas è pompiere allora tutti son in grado di usare pinze idrauliche..

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