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Discussione: Ufficiale: il coordinamento del soccorso in ambienti impervi è a capo del CNVVF

  1. #2271

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    L'avatar di Giosuè
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    Sì ma volendo fare un analogia, se un operaio si sente male in un cantiere in pieno centro urbano ma che, date le circostanze, vede l'ambiente inaccessibile al personale dell'ambulanza, se interviene una squadra SAF (lavori in quota, non alpini, meglio precisare) e questi mettono in atto quanto appreso col TPSS (che non si differenzia poi molto da un normale manuale da soccorritore) allora dovremmo identificare anche loro come un "soccorso sanitario in ambiente ostile". Oppure mettiamo il caso un incidente in metropolitana, con l'intervento di squadre USAR e l'ausilio di personale certificato SAF, anche in dette circostanze si applicano tecniche in conformità con linee guida redatte da società scientifiche riconosciute (il TPSS prende spunto anche dal PTC). Mi permetto inoltre di sottolineate una parte del tuo discorso: "Sanitari che, comunque, nel CNSAS ci sono, sia sul territorio (non sempre)" e quel non sempre stona con la dicitura stampata sui cofani e le fiancate dei mezzi del soccorso alpino. O il sanitario c'è, o il sanitario non c'è, le qualifiche, peraltro sfoggiate anche attraverso video istituzionali, o rappresentano il vero sempre o sono una verità zoppa.
    Continui a confondere la differenza tra "Soccorso sanitario" e "Soccorso svolto da sanitari", secondo me.


    Comunque evidentemente anche il pompiere fa soccorso tecnico-sanitario, qualora metta in pratica determinate manovre in assenza di personale appositamente inviato per svolgere la parte sanitaria.


    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    Su questo concordo, ma dipende sempre dalle circostanze.. un incidente automobilistico richiede un intervento sia tecnico che sanitario.
    Un incendio può richiedere un intervento sia tecnico che sanitario
    Un banalissimo soccorso a persona richiede un intervento sia tecnico che sanitario.
    Ma in tutto questo il mio discorso riguardava il confine che divide le due parti.. potresti non riuscire ad estricare il paziente fin tanto che non arriva il pompiere.. e tu puoi essere SMTS, TE, quello che vuoi, ma ti serviranno sempre tecniche, materiali e competenze che non hai. Così come loro, dopo aver terminato di aprire la macchina come una scatoletta di tonno, dovranno fare spazio a chi il paziende lo deve stabilizzare, imbarellare e ospedalizzare, la stessa cosa vale per il cnsas, che qui in ligura spesso parte per recuperare gli infortunati che cercano di fare il trekking tra camogli e san fruttuoso, ma usciti dal sentiero diventa affare dell'ambulanza. Questo intendo per distinguo tra soccorso tecnico e sanitario.
    Appunto, lo chiami tecnico-sanitario (ovviamente se il pompiere o il soccorritore alpino svolge entrambe le funzioni...se ad esempio in un incidente il pompiere fa solo la parte tecnica l'intervento in generale che coinvolge anche ambulanza ecc. lo considero tecnico-sanitario, ma il pompiere ha svolto solo la parte tecnica) e risolvi il problema.


    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    Riusciamo a portare i sanitari oltre il cordone rosso ma in ambiente speleo e alpino è sempre esclusiva degli appositi soccorsi, eppure qui possiamo ammirare dei fantastici esemplari di paramedici che si avventurano in acque vive, ambienti contaminati, sparatorie e incendi. Continuo a credere che il sanitario dovrebbe essere alle dirette dipendenze della centrale eppure, medici e infermieri che spesso peraltro sono gli stessi che lavorano sul territorio in emergenza continuano ad interfacciarsi col cnsas. Comodo per carità non lo metto in dubbio, ma ogni tanto mi sorge il quesito "e se fossero irreperibili o troppo distanti?"
    Differente idea di soccorso, differente formazione, differente tutto...
    Per l'ultima parte, nel momento in cui il 118 avrà la competenza di fare quello che fa il CNSAS a livello sanitario in ambiente ostile ben venga quello che dici...ma fino ad allora direi che i due gemelli Tuveri (e tutti gli altri membri del CNSAS) debbano rimanere al loro posto e continuare a fare quello che fanno....

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  3. #2272
    Nel soccorso integrato HEMS/HSR che fanno gli elicotteri del 118 il confine, fra la prevsalenza dell'aspetto tecnico su quello sanitario, è in ultima istanza stabilito dal TE Del CNSAS.
    Nella decisione, se sia o meno opportuno accompagnare il personale sanitario dal paziente/pericolant, egli tiene conto sia della difficoltà tecnica del terreno, sia della propria capacità di garantire la sicurezza al suolo all'equipe sanitaria, sia del livello di addestramento del personale sanitario.

    Il tutto deve ovviamente avvenire in un contesto di cooperazione leale fra le componenti, le quali valutano collegialmente la situazione e le opzioni disponibili, nel rispetto delle responsabilità che sono attribuite al medico, al TE e al pilota.

    Sul primo ricade la responsabilità sulla cura del paziente e ha l'ultima parola riguardo le terapie; sul secondo ricade la responsabilità della sicurezza dell'equipe sanitaria durante la movimentazione al suolo in ambiente impervio e/o ostile a ha l'utima parola sull'accessibilità dei sanitari al luogo dell'evento e sulle modalità operative al suolo; sul terzo ricade la responsabilitò della sicurezza dei passeggeri imbarcati e del pubblico eventualmente sorvolato e ha l'ultima parola sull'accettazione e modalità di esecuzione del volo e di imbarco/sbarco dei soccorritori.

    Il termine "ostile", rifderito al tipo di missioni che normalmente vengono eseguite da un elicottero del 118 e che per questo impone la presenza dell'esperto tecnico di soccorso, non è riferibile a situazioni tipiche del soccorso tecnico operato dai VVF (ambienti contaminati, incendi, edifici pericolanti, ecc.), ma sta a indicare sia la minaccia propria rappresentata dell'ambiente, quando fosse impervio da richiedere l'uso di materiali e tecniche proprie del Soccorso Alpino, sia che il personale non possa esser adeguatamente protetto nel caso non possa essere recuperato dall'elicottero, sia l'imnpossibilità, per l'equipe sanitaria, una volta sbarcata, di poter completare autonomamente la missione.

    I luoghi raggiungibili da mezzi terrestri, o anche adeguatamente avvicinabili, a meno che non siano impervi non sono in generale ostili, mentre un prato di margherite in quota può essere ostile.
    Ultima modifica di Grasso_Malghese; 03-11-2017 alle 09:08

  4. #2273
    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    Sì ma volendo fare un analogia, se un operaio si sente male in un cantiere in pieno centro urbano ma che, date le circostanze, vede l'ambiente inaccessibile al personale dell'ambulanza, se interviene una squadra SAF (lavori in quota, non alpini, meglio precisare) e questi mettono in atto quanto appreso col TPSS (che non si differenzia poi molto da un normale manuale da soccorritore) allora dovremmo identificare anche loro come un "soccorso sanitario in ambiente ostile". Oppure mettiamo il caso un incidente in metropolitana, con l'intervento di squadre USAR e l'ausilio di personale certificato SAF, anche in dette circostanze si applicano tecniche in conformità con linee guida redatte da società scientifiche riconosciute (il TPSS prende spunto anche dal PTC). Mi permetto inoltre di sottolineate una parte del tuo discorso: "Sanitari che, comunque, nel CNSAS ci sono, sia sul territorio (non sempre)" e quel non sempre stona con la dicitura stampata sui cofani e le fiancate dei mezzi del soccorso alpino. O il sanitario c'è, o il sanitario non c'è, le qualifiche, peraltro sfoggiate anche attraverso video istituzionali, o rappresentano il vero sempre o sono una verità zoppa.


    Su questo concordo, ma dipende sempre dalle circostanze.. un incidente automobilistico richiede un intervento sia tecnico che sanitario.
    Un incendio può richiedere un intervento sia tecnico che sanitario
    Un banalissimo soccorso a persona richiede un intervento sia tecnico che sanitario.
    Ma in tutto questo il mio discorso riguardava il confine che divide le due parti.. potresti non riuscire ad estricare il paziente fin tanto che non arriva il pompiere.. e tu puoi essere SMTS, TE, quello che vuoi, ma ti serviranno sempre tecniche, materiali e competenze che non hai. Così come loro, dopo aver terminato di aprire la macchina come una scatoletta di tonno, dovranno fare spazio a chi il paziende lo deve stabilizzare, imbarellare e ospedalizzare, la stessa cosa vale per il cnsas, che qui in ligura spesso parte per recuperare gli infortunati che cercano di fare il trekking tra camogli e san fruttuoso, ma usciti dal sentiero diventa affare dell'ambulanza. Questo intendo per distinguo tra soccorso tecnico e sanitario.

    https://www.youtube.com/watch?v=Fo8OPlxmCyM
    penso che questo video parli da sè. Cosa che tra l'altro mi fa riflettere. Riusciamo a portare i sanitari oltre il cordone rosso ma in ambiente speleo e alpino è sempre esclusiva degli appositi soccorsi, eppure qui possiamo ammirare dei fantastici esemplari di paramedici che si avventurano in acque vive, ambienti contaminati, sparatorie e incendi. Continuo a credere che il sanitario dovrebbe essere alle dirette dipendenze della centrale eppure, medici e infermieri che spesso peraltro sono gli stessi che lavorano sul territorio in emergenza continuano ad interfacciarsi col cnsas. Comodo per carità non lo metto in dubbio, ma ogni tanto mi sorge il quesito "e se fossero irreperibili o troppo distanti?"
    Il video ha diversi anni e se si guardano anche i mezzi si può notare. Le squadre HART e SORT negli ultimi anni hanno avuto fondi statali enormi per aumentare sia le capacita' tecniche sia sanitarie e non ultimo per gestire incidenti di tipo terroristici. In UK lo stato ha messo dei tasselli riguardo alle competenze sia tecniche che sanitarie e di coordinamento. I VVFF in UK non possono gestire incidenti tecnico sanitari per legge, il servizio ambulanza nel momento in cui riceve la chiamata e' legalmente responsabile per il soccorso e recupero del paziente e nessuno può dire di non fare o andare in certi luoghi. Il paramedico fa un rischio dinamico della situazione e dichiara se può o no può andare o prendersi cura del paziente. Per questo sono nate le squadre HART e SORT per gestire incidenti in zone impervie o pericolose. I soccorsi in ambienti acquatici sono esclusiva delle squadre SORT e HART che hanno le proprie barche o dove non le hanno sono su barche dei VVFF o della capitaneria o vengono imbarcati su elicotteri della guardia costiera. Zone impervie e di montagna (in UK a dire la verità mi vien da ridere quando dicono montagne) stessa cosa. E' stato ben chiarito molti anni fa da una delibera statale cosa spetta a chi e come agire e coordinare. Riguardo a quello che e' stato detto dell intervento in mare in Liguria non spetterebbe ai VVFF tale intervento ma alla capitaneria e guardia costiera quindi l elicottero non doveva neppure alzarsi.

  5. #2274
    Credo che non ci siano elementi qui per stabilire se il drago di genova era o no la risorsa piu' competitiva in quel momento per effettuare il soccorso. Per una serie di concause potrebbe anche esserlo stato.

    Quello che non funziona* del sistema ligure e' che siano decollati all'insaputa della centrale 118.

    (*oltre, beninteso, all'operare fuori dalle regole aeronautiche poste a tutela dei volati e sorvolati).

  6. #2275
    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    Il video ha diversi anni e se si guardano anche i mezzi si può notare. Le squadre HART e SORT negli ultimi anni hanno avuto fondi statali enormi per aumentare sia le capacita' tecniche sia sanitarie e non ultimo per gestire incidenti di tipo terroristici. In UK lo stato ha messo dei tasselli riguardo alle competenze sia tecniche che sanitarie e di coordinamento. I VVFF in UK non possono gestire incidenti tecnico sanitari per legge, il servizio ambulanza nel momento in cui riceve la chiamata e' legalmente responsabile per il soccorso e recupero del paziente e nessuno può dire di non fare o andare in certi luoghi. Il paramedico fa un rischio dinamico della situazione e dichiara se può o no può andare o prendersi cura del paziente. Per questo sono nate le squadre HART e SORT per gestire incidenti in zone impervie o pericolose. I soccorsi in ambienti acquatici sono esclusiva delle squadre SORT e HART che hanno le proprie barche o dove non le hanno sono su barche dei VVFF o della capitaneria o vengono imbarcati su elicotteri della guardia costiera. Zone impervie e di montagna (in UK a dire la verità mi vien da ridere quando dicono montagne) stessa cosa. E' stato ben chiarito molti anni fa da una delibera statale cosa spetta a chi e come agire e coordinare. Riguardo a quello che e' stato detto dell intervento in mare in Liguria non spetterebbe ai VVFF tale intervento ma alla capitaneria e guardia costiera quindi l elicottero non doveva neppure alzarsi.
    Quoto, l'evento mi è stato raccontato da amici.. di amici.. di amici.. ben inteso, ma la dinamica del coordinamento è stata bene o male quella.. il 112 si è trovato per le mani un intervento di natura tecnica e lo ha passato all'ente più qualificato,i VVF, questi si è adoperati di conseguenza e ne è nato un diverbio. I vvf hanno giustificato la cosa dicendo "c'erano vite da salvare" ma considerando che "le vite da salvare" erano incolumi, togliere un elicottero HEMS per fare SAR non è stata la mossa più intelligente. La prima cosa che dissi quando me lo raccontarono fu: "Ma perchè se gli premeva tanto da vita dei naufraghi non hanno fatto prima un bel chiamo alla base aeronavale di Luni Sarzana?" Dettagli, fatto sta, come dissi, che una motovedetta è arrivata prima e ha acchiappato tutti quanti.. ma d'altronde le motovedette sono già in pattugliamento, e come detto il coordinamento in questi casi spetta al corpo della capitanerie di porto che eventualmente attivano i vvf, che tra le altre cose, per quanto concerne la componente di salvamento acquatico, acque vive e sommozzatori, son più preparati, salvo forse un lieve distinguo nell'elisoccorso, dove gli aerosoccorritori marittimi della CP dovrebbero essere più preparati.

    Detto ciò non mi aspettavo che le SORT avessero tanto potere di coordinamento, però avrei una domanda. Non conosco le qualifiche dei firefighters del regno unito, ma mettiamo il caso che in un edificio industriale siano rimaste intrappolate delle persone ma le circostanze rendono l'intervento particolarmente ostico, a chi spetta la decisione di entrare e di rimanere fuori? Ai dirigenti dei vigili del fuoco o ai sanitari?
    Comunque so che anche i vigili del fuoco e la polizia hanno le loro componenti di soccorso fluviale.
    Ultima modifica di Lucadrago54; 04-11-2017 alle 14:21
    We say goodbye, but never let go
    We live, we die, 'cuz you can't save every soul
    Gotta take every chance to, show that you're the kinda man who;
    Will never look back, never look down,
    And never let go

  7. #2276
    Citazione Originariamente Scritto da Giosuè Visualizza Messaggio
    Comunque evidentemente anche il pompiere fa soccorso tecnico-sanitario, qualora metta in pratica determinate manovre in assenza di personale appositamente inviato per svolgere la parte sanitaria.
    Direi che è palese


    Citazione Originariamente Scritto da Giosuè Visualizza Messaggio
    Appunto, lo chiami tecnico-sanitario (ovviamente se il pompiere o il soccorritore alpino svolge entrambe le funzioni...se ad esempio in un incidente il pompiere fa solo la parte tecnica l'intervento in generale che coinvolge anche ambulanza ecc. lo considero tecnico-sanitario, ma il pompiere ha svolto solo la parte tecnica) e risolvi il problema.
    Non sempre le parti tecniche e quelle sanitarie coincidono nella stessa figura, questo intendo.



    Citazione Originariamente Scritto da Giosuè Visualizza Messaggio
    Differente idea di soccorso, differente formazione, differente tutto...
    Per l'ultima parte, nel momento in cui il 118 avrà la competenza di fare quello che fa il CNSAS a livello sanitario in ambiente ostile ben venga quello che dici...ma fino ad allora direi che i due gemelli Tuveri (e tutti gli altri membri del CNSAS) debbano rimanere al loro posto e continuare a fare quello che fanno....
    Su questo concordo.
    We say goodbye, but never let go
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  8. #2277
    Citazione Originariamente Scritto da Grasso_Malghese Visualizza Messaggio
    Nel soccorso integrato HEMS/HSR che fanno gli elicotteri del 118 il confine, fra la prevsalenza dell'aspetto tecnico su quello sanitario, è in ultima istanza stabilito dal TE Del CNSAS.
    Nella decisione, se sia o meno opportuno accompagnare il personale sanitario dal paziente/pericolant, egli tiene conto sia della difficoltà tecnica del terreno, sia della propria capacità di garantire la sicurezza al suolo all'equipe sanitaria, sia del livello di addestramento del personale sanitario.

    Il tutto deve ovviamente avvenire in un contesto di cooperazione leale fra le componenti, le quali valutano collegialmente la situazione e le opzioni disponibili, nel rispetto delle responsabilità che sono attribuite al medico, al TE e al pilota.

    Sul primo ricade la responsabilità sulla cura del paziente e ha l'ultima parola riguardo le terapie; sul secondo ricade la responsabilità della sicurezza dell'equipe sanitaria durante la movimentazione al suolo in ambiente impervio e/o ostile a ha l'utima parola sull'accessibilità dei sanitari al luogo dell'evento e sulle modalità operative al suolo; sul terzo ricade la responsabilitò della sicurezza dei passeggeri imbarcati e del pubblico eventualmente sorvolato e ha l'ultima parola sull'accettazione e modalità di esecuzione del volo e di imbarco/sbarco dei soccorritori.
    Nulla da eccepire

    Citazione Originariamente Scritto da Grasso_Malghese Visualizza Messaggio
    Il termine "ostile", rifderito al tipo di missioni che normalmente vengono eseguite da un elicottero del 118 e che per questo impone la presenza dell'esperto tecnico di soccorso, non è riferibile a situazioni tipiche del soccorso tecnico operato dai VVF (ambienti contaminati, incendi, edifici pericolanti, ecc.), ma sta a indicare sia la minaccia propria rappresentata dell'ambiente, quando fosse impervio da richiedere l'uso di materiali e tecniche proprie del Soccorso Alpino, sia che il personale non possa esser adeguatamente protetto nel caso non possa essere recuperato dall'elicottero, sia l'imnpossibilità, per l'equipe sanitaria, una volta sbarcata, di poter completare autonomamente la missione.

    I luoghi raggiungibili da mezzi terrestri, o anche adeguatamente avvicinabili, a meno che non siano impervi non sono in generale ostili, mentre un prato di margherite in quota può essere ostile.
    L'espressione ostile è forse annoverata in qualche riferimento normativo che così qualifica l'ambiente d'intervento in specifiche circostanze? Perchè altrimenti si adopera il significato come da dizionario, e ambiente ostile diventa anche un'appartamento con un cane aggressivo libero di circolarvi mentre il padrone è ferito e chiuso in bagno in attesa di soccorsi. Mi sembra, e sottolineo sembra, che tante cose siano esclusive di riferimento al cnsas, ma se un sommozzatore vvf si immerge con muta hazmat al fine di recuperare un OTS in difficoltà che necessita di trattamento sanitario urgente non parliamo forse di un intervento tecnico sanitario in ambiente ostile?
    Credo sia invece impervio un luogo, come dici te, difficilmente accessibile. Invece tutti gli ambienti possono divenire ostili.
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  9. #2278
    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    Quoto, l'evento mi è stato raccontato da amici.. di amici.. di amici.. ben inteso, ma la dinamica del coordinamento è stata bene o male quella.. il 112 si è trovato per le mani un intervento di natura tecnica e lo ha passato all'ente più qualificato,i VVF, questi si è adoperati di conseguenza e ne è nato un diverbio. I vvf hanno giustificato la cosa dicendo "c'erano vite da salvare" ma considerando che "le vite da salvare" erano incolumi, togliere un elicottero HEMS per fare SAR non è stata la mossa più intelligente. La prima cosa che dissi quando me lo raccontarono fu: "Ma perchè se gli premeva tanto da vita dei naufraghi non hanno fatto prima un bel chiamo alla base aeronavale di Luni Sarzana?" Dettagli, fatto sta, come dissi, che una motovedetta è arrivata prima e ha acchiappato tutti quanti.. ma d'altronde le motovedette sono già in pattugliamento, e come detto il coordinamento in questi casi spetta al corpo della capitanerie di porto che eventualmente attivano i vvf, che tra le altre cose, per quanto concerne la componente di salvamento acquatico, acque vive e sommozzatori, son più preparati, salvo forse un lieve distinguo nell'elisoccorso, dove gli aerosoccorritori marittimi della CP dovrebbero essere più preparati.

    Detto ciò non mi aspettavo che le SORT avessero tanto potere di coordinamento, però avrei una domanda. Non conosco le qualifiche dei firefighters del regno unito, ma mettiamo il caso che in un edificio industriale siano rimaste intrappolate delle persone ma le circostanze rendono l'intervento particolarmente ostico, a chi spetta la decisione di entrare e di rimanere fuori? Ai dirigenti dei vigili del fuoco o ai sanitari?
    Comunque so che anche i vigili del fuoco e la polizia hanno le loro componenti di soccorso fluviale.
    Spetta ai sanitari la decisione di entrare o meno dopo una attenta valutazione del rischio dinamico.. se ci sono feriti I VVFF non possono toccarli almeno che non ci sia un pericolo immediato.. la polizia ha il soccorso fluviale solo a Londra e riguarda più che altro L ordine pubblico e terrorismo e come
    Ti ho detto si i VVFF hanno le motovedette ma devono imbarcare i paramedici per legge..

  10. #2279
    Tornado al discorso del soccorso in mare da parte drive vvff anche qui ce stato uno spreco di soldi visto che poi e' stata la capitaneria a fare il soccorso come da protocollo. In piu sembra cI Sia stata una violazione Della convenzione 118 visto che si alzato in Volo senza autorizzazione e per un soccorso non sanitario.Questo mi fa pensare che I vvff possano usare l elicottero quando vogliono per interventi non sanitari senza avvisare la CO 118 tipo per l anticendio. Bella fregatura e spreco di denaro

  11. #2280
    Citazione Originariamente Scritto da Lucadrago54 Visualizza Messaggio
    CUT
    L'espressione ostile è forse annoverata in qualche riferimento normativo che così qualifica l'ambiente d'intervento in specifiche circostanze?
    CUT
    In campo aeronautico vi sono diverse definizioni di ambiente ostile e sono tutte riferibili alla situazione specifica che genera il pericolo.

    Per le operazioni di trasporto aereo pubblico e per quanto riguarda la protezione degli occupanti di un aeromobile, la definizione di ambiente ostile è contenuta nel Regolamento EU 965/12 al punto 66 delle definizioni:
    66) «ambiente ostile»:
    a) ambiente nel quale:
    i) un atterraggio forzato non può essere compiuto in sicurezza per l’inadeguatezza della superficie;
    ii) gli occupanti dell’elicottero non possono essere adeguatamente protetti dagli elementi;
    iii) i tempi di risposta e la capacità di ricerca e salvataggio non sono assicurati in modo congruo con l’espo*sizione prevista; o
    iv) c’è un rischio inaccettabile di danni a persone o proprietà in superficie;
    b) in ogni caso, le seguenti aree:
    i) per operazioni su specchi d’acqua, l’area di mare aperto a Nord di 45N e a Sud di 45S, delimitate dalle autorità dello Stato interessato;
    ii) le zone di un’area congestionata, prive di aree idonee per un atterraggio di emergenza in sicurezza;

    Questa definizione è contenuta in tutti i capitolati d'appalto dei servizi HEMS.

    In più, ai fini della sicurezza al suolo del personale sanitario e dell'esito della missione, sono coniderati ostili anche quelle parti del territorio impervie o difficilmente accessibili, per muoversi sulle quali è necessario l'impiego di materiali e tecniche proprie della progressione in montagna, o del soccorso in ambiente acquatico, ma anche quelle aree isolate e non raggiungibili da mezzi terrestri, anche se non impervie, che non permettono la protezione dagli elementi, nè la prosecuzione della missione in autonomia se l'elicottero, per qualsiasi motivo, non potesse procedere al recupero dell'equipe e del paziente.
    Questa ulteriore specifica è quella che impone la presenza di un esperto di soccorso appartenente a organizzazioni e/o enti qualificati, con le quali le regioni committenti dei servizi di soccorso devono stabilire degli accordi e dei protocolli di cooperazione.

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