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Discussione: Ufficiale: il coordinamento del soccorso in ambienti impervi è a capo del CNVVF

  1. #2791

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    L'avatar di montag140465
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    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    Montag I SAF che fanno servizio in elicottero dovrebbero saperlo che cosa e’.. esiste ora e L ho visto in esercitazione la vela anti rotazione sulla barella..
    Io non sono saf2B ma mi pare un cordino che fa lo stesso lavoro di quello vincolato al toboga nella manovra con autoscala cioè è un antirotazione . Ok allora. Però all' altro capo del cordino non ci vuole qualcuno che lo tenga?
    Ultima modifica di montag140465; 15-05-2018 alle 15:35

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  3. #2792
    non sono troppo esperto ma almeno dalle mie parti (e-r) l'utilizzo dei diversi sistemi antirotazione (cordino o vela) varia a seconda dello scenario e penso delle scelte del pilota, specialista e TE

  4. #2793
    Citazione Originariamente Scritto da Giosuè Visualizza Messaggio
    Mad...La vela antirotazione saranno almeno 9-10 anni che è in commercio..
    Si infatti l avevo vista circa 10 anni fa, ma non viene usata molto a quanto so..

  5. #2794
    Citazione Originariamente Scritto da montag140465 Visualizza Messaggio
    Io non sono saf2B
    Se fai supporto da terra mi sembra strano che tu non sappia cosa sia.

  6. #2795
    Non credo che abbia tanta importanza di quale elicottero si tratti, quanto ne abbia molta di più il voler capire il perchè di un esito così negativo.
    Di rotazioni in rete se ne sono viste molte, di elicotteri, sistemi e enti diversi e questo dovrebbe focalizzare maggiormente l'attenzione sul cosa e sul perchè e non sul chi.

    Estrarre la barella dal bosco è in assoluto la cosa più difficile perchè l'elicottero non può iniziare la traslazione fino a quando il carico non è fuori dagli ostacoli e quindi c'è maggiore esposizione al rischio di una rotazione indesiderata del carico.
    L'innesco della rotazione della barella avviene soprattutto quando la lunghezza del verricello è compresa fra 1 e 3 diametri del rotore (da 1xD a 3xD).
    Fino a quelle lunghezze il flusso sotto il rotore ha una vena regolare che si restringe (a 2xD la sezione è cira la metà), mentre oltre invece tende a diventar turbolenta; a 4XD si può considerare prevalentemente turbolenta. Per esempio, se osservate l'acqua che esce da un rubinetto, si nota subito che la forma della vena non è cilindrica, ma si restringe; il flusso rimane lineare per un certo tratto e poi si frammenta. Ovviamente se la vena si restringe la velocità aumenta; se la sezione a 2xD è la metà, la velocità della vena è doppia rispetto alla sezione di uscita.
    Siccome il verricello non è baricentrico, quando il cavo ha una lunghezza compresa tra 1 e 3 diametri è facile che, al momento del distacco della barella, il carico si trovi ai margini, mezzo dentro e mezzo fuori dal flusso generato dal rotore. questa condizione fa si che la parte più esposta al vento sia accelerata e dia inizio ad una serie di oscillazioni e poi di rotazioni.

    Per questo motivo sono consigliabili lunghezze di cavo di almeno 4xD; per il AW139 sono circa 60 metri e per il BK117 circa 40 metri.
    Perchè dove l'aria è turbolenta le accelerazioni sono per direzione e intensità aleatorie.
    Importante a questo punto è non recuperare il verricello, ma sollevare il carico con la potenza fino a estrarlo dagli ostacoli e poi andare in traslazione a circa 30/40 nodi (50/70 Km/h). Quando il carico è stabile allora lo si recupera.

    In alternativa si può anche eseguire verricellate più corte, ma, per evitare rotazioni indesiderate si deve usare il cosiddetto cordino antirotazione, come quello che si vede nelle imamgini;
    esso è collegato alla barella dalla parte della testa del paziente (con un sistema che non sto qui a spiegare) ed è poi gestito a terra da un soccorritore, solitamente il TE del CNSAS.
    La condizione per essere efficace è che il cordino antirotazione e il cavo del verricello non siano mai sulla stessa linea, ma fra le loro direzioni vi sia un angolo che permetta di controllare la barella.

    L'angolo si può orttenere in due modi:
    se l'elicottero rimane sul punto è il soccorritore che si sposta allontanadosi dalla verticale per creare l'angolo opportuno;
    se il terreno è impervio e il soccorritore non si può spostare, è l'elicottero che, una volta sollevato il carico, si sposta per allontanare il carico dalla verticale del soccorritore.
    Quale delle due opzioni adottare deve essere oggetto di briefing fra l'elicottero e l'equipa al suolo prima di iniziare le operazioni di recupero

    La cosa è abbastanza complicata quando la barella è in un bosco, perchè la libertà del cavo antirotazione è limitata dalle fronde e ottenere l'angolo può essere problematico.
    Le imamgini inquadrano soltanto l'elicottero, quindi non si può capire la natura del terreno e quale tecnica avessero concordato per l'uso del cordino antirotazione.
    quello che è evidente è che il cordino antirotazione e il cavo del verricello sono rimasti sulla stessa linea per troppo tempo e questo ha scatenato la rotazione.
    Ad un certo punto l'elicottero si sposta, ma a quel punto mi sembra che il cordino antirotazione si fosse già sganciato e quindi non c'è stata più alcuna possibilità di arrestare la rotazione.

    Molto brutta, davvero.

    Si è trattato di un evidente errore le cui cause vanno indagate perchè l'evento avrebbe potuto avere conseguenze più gravi. Solitamente in questi casi l'operatore avvia un indagine interna, per capire quale sia stata la catena degli eventi e intraprendere le opportune azioni correttive.
    Ultima modifica di Grasso_Malghese; 15-05-2018 alle 16:40

  7. #2796

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    Citazione Originariamente Scritto da mad doctor Visualizza Messaggio
    Se fai supporto da terra mi sembra strano che tu non sappia cosa sia.
    Non sapevo se avesse la medesima funzione . Sinceramente non ricordo di averlo mai utilizzato né che me lo abbiano chiesto.

  8. #2797
    La funzione è la stessa, ma il contesto presenta problematiche diverse e non sempre di facile, nè tantomeno ovvia, soluzione

  9. #2798
    L'angolo ideale del cordino antirotazione dovrebbe essere sui 45°. In mezzo alle piante le variabili sono l'altezza delle stesse, quanto spazio c'è sopra la barella ed eventuali vie di fuga, non sempre disponibili.
    Quando non c'è la possibilità di avere un angolo adeguato causa piante, il cordino è meglio lasciarlo nella sacca.

    E qui sono il pilota e il verricellista che dovrebbero mettersi una mano sul cuore, perchè una cosa è filare verricello per 20, 25m (sempre in mezzo alle piante), altra cosa è dover filare 60m... col rischio di impigliare tutto aumentato in proporzione.
    Solo che in quest'ultimo caso l'unica è tagliare la corda. E non è mai una cosa bella da fare.

    p.s.
    La vela è meglio lasciarla perdere.
    Ultima modifica di Stravecchio De Vecchionis; 16-05-2018 alle 06:57

  10. #2799
    Con la pazienza e la vaselina l'elefante ebbe ragione della farfallina...

  11. #2800
    comunque penso che le rotazioni siano un problema piuttosto relativo, avendo appurato (qui e sui social) che indipendentemente dall'ente che utilizza la macchina e dagli operatori che vi lavorano, tutti prendono il flusso e girano.

    la questione è: è giusto che un elicottero sar "puro" (in questo caso dei vvf ma cambierebbe poco anche se fosse della marina o dei carabinieri...) si sostituisca a un elicottero sanitario, palelsando evidenti lacune non tanto sulla parte aeronautica, quanto sul trattamento del paziente (non illeso come di loro competenza, ma ferito)? una cosa è sicura: questa discussione è partita anni fa, e ragione del contendere era il coordinamento solamente della ricerca dispersi, siamo arrivati a un punto in cui i vigili del fuoco vogliono avere pieno controllo e operatività su tutte le sfaccettature del soccorso in ambiente ostile: elisoccorso, neve, ghiaccio, grotta, parti sanitarie, roccia, bosco e ovviamente dispersi. a livello tecnico sono ancora indietro perchè si sono improvvisati da zero, ma stanno facendo enormi passi avanti. l'impennata mediatica, il crescendo delle esercitazioni dedicate, gli accordi con le guide alpine, gli episodi sempre più frequenti di sovrapposizioni con il soccorso alpino in tutta italia (escludiamo trentino alto adige e forse valle d'aosta) ne sono la prova provata. secondo me più che cercare di appianare le incomprensioni, negli ultimi anni i pompieri hanno intrapreso una sorta di guerra fredda al cnsas, mai dichiarata ma sempre presente, cercando di sostituirsi e di non integrarsi, come qualche anima candida magari credeva, in tutte le attività appannaggio del soccorso alpino. il tutto con una scaristà di mezzi, uomini e risorse ormai strutturale per le attivtà "classiche" dei vigili del fuoco.
    la domanda che quindi mi viene è: perchè tutto ciò? non si ritiene il soccorso alpino abbastanza preparato ? si vuole avere maggiore visibilità mediatica operando in scenari che solleticano maggiormente la stampa e l'opinione pubblica (e quindi maggior prestigio e potere contrattuale)? altro ?
    Ultima modifica di soccorritorealpino; 16-05-2018 alle 10:57

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