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Discussione: Ufficiale: il coordinamento del soccorso in ambienti impervi è a capo del CNVVF

  1. #3171
    Citazione Originariamente Scritto da montag140465 Visualizza Messaggio
    nessuna minaccia . Solo la constatazione che non si recuperano anni di colpi bassi con un invito che nessuno ha mai visto arrivare . Detto questo tutta la nostra partecipazione a esercitazioni , fiere ed eventi vari è stata rivista pesantemente proprio per non prestare la nostra visibilità a chi magari potrebbe farne un uso distorto . L'articolo è il 24 . perdonami se mi sono dimenticato di indicarlo .
    cito da http://www.parlamento.it/parlam/legg...he/06139dl.htm

    Art. 24.
    Interventi di soccorso pubblico

    comma 2. Sono compresi tra gli interventi tecnici di soccorso pubblico del Corpo nazionale:

    a) l'opera tecnica di soccorso in occasione di incendi, di incontrollati rilasci di energia, di improvviso o minacciante crollo strutturale, di frane, di piene, di alluvioni o di altra pubblica calamità;

    b) l'opera tecnica di contrasto dei rischi derivanti dall'impiego dell'energia nucleare e dall'uso di sostanze batteriologiche, chimiche e radiologiche.


    il comma 10 pare non ci sia per questo articolo.
    non mi pare siano articoli dirimenti tali questioni.

    perchè in caso di calamità intervengono altri enti oltre ai vvf (che ne hanno comunque titolarità) ? perchè in certi eventi la disponibilità numerica di uomini e mezzi dei vvf non sarebbe sufficiente o la sarebbe lasciando però sguarnita altre zone. perchè vi sono contesti (montagna, mare, implicazioni giudiziarie) in cui oltre alla indubbia capacità dei pompieri serve anche la competenza di altri. da qui nasce l'esigenza di addestramenti congiunti, di conoscenza reciproca, di formazione condivisa: tutte cose che non possono avvenire solo in caso di intervento ma necessitano di una fase formativa comune. altro che teatrini. se io soccorritore alpino non posso volare sul drago, se il pompiere non può volare sul eli poli, o se non si uniscono le componenti cartografiche in addestramento, poi al momento del bisogno reale può andare di culo e tutti contenti, ma se va male chi ci rimette non è l'ego tuo o mio, ma del povero sfortunato che ha chiesto aiuto.

    Comunque nessuno ha mai messo in discussione l'operato, la profesisonalità e le peculiarità dei vvf. casomai sono loro che partendo da esse pensano di essere al di sopra delle prerogative di altri corpi. e ciò accade nei confronti del soccorso alpino che, essendo corpo volontario e de-sindacalizzato nonchè il più piccolo numericamente e quindi meno influente a livello politico, è la vittima preferita e più facile. ma ci sono stati scontri anche con la (fu) forestale per l'antincendio, polizia e carabinieri e forze armate per gli interventi sar. in cui sia chiaro che nessuno si salva da solo ma è sempre necessaria una cooperazione se l'obbiettivo è quello di portare a casa dei risultati.
    Ultima modifica di soccorritorealpino; 10-10-2018 alle 16:21
    "Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo"

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  3. #3172

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    Art. 24 - Interventi di soccorso pubblico (articoli 24(1
    , 25 e 30, legge 27 dicembre 1941, n.
    1570; articoli 1 e 2, legge 13 maggio 1961, n. 469; articolo 11, legge 24 febbraio 1992, n. 225;
    articoli 3, 7, comma 3, lettera a), legge 21 novembre 2000, n. 353; articolo 52, legge 28 dicembre
    2001, n. 44
    1. Il Corpo nazionale, al fine di salvaguardare l’incolumità delle persone e l’integrità dei beni,
    assicura, in relazione alla diversa intensità degli eventi, la direzione e il coordinamento degli
    interventi tecnici caratterizzati dal requisito dell’immediatezza della prestazione, per i quali siano
    richieste professionalità tecniche anche ad alto contenuto specialistico ed idonee risorse strumentali.
    Al medesimo fine effettua studi ed esami sperimentali e tecnici nello specifico settore,
    anche promuovendo e partecipando ad attività congiunte e coordinate con enti e organizzazioni
    anche internazionali.
    2. Sono compresi tra gli interventi di cui al comma 1:
    a) l’opera tecnica di soccorso in occasione di incendi, di incontrollati rilasci di energia, di improvviso
    o minacciante crollo strutturale, di incidenti ferroviari, stradali e aerei e, ferma
    restando l’attribuzione delle funzioni di coordinamento in materia di protezione civile, di
    frane, di piene, di terremoti, di alluvioni o di ogni altra pubblica calamità in caso di eventi di
    protezione civile, ove il Corpo nazionale opera quale componente fondamentale del Servizio
    nazionale della protezione civile ai sensi dell’articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
    b) fatto salvo quanto previsto al comma 10, l’opera tecnica di ricerca, soccorso e salvataggio,
    anche con l’utilizzo di mezzi aerei.
    c) l’opera tecnica di contrasto dei rischi derivanti dall’impiego dell’energia nucleare e dall’uso
    di sostanze batteriologiche, chimiche e radiologiche, anche con l’impiego della rete nazionale
    di rilevamento della radioattività del territorio.
    3. Il Corpo nazionale assicura, altresì, il concorso alle operazioni di ricerca, soccorso e salvataggio
    in mare.
    4. Gli interventi tecnici di soccorso pubblico del Corpo nazionale, di cui ai commi 1 e 2, si limitano
    ai compiti di carattere strettamente urgente e cessano al venir meno della effettiva necessità.
    5. Su richiesta degli organi competenti, il personale e i mezzi del Corpo nazionale possono essere
    impiegati per interventi di soccorso pubblico ed attività esercitative in contesti internazionali.
    6. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 11, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2013, n.
    93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119.
    7. Il Corpo nazionale può collaborare alla redazione dei piani di emergenza comunali e di protezione
    civile su istanza degli enti locali e delle regioni, previa stipula, ai sensi dell’articolo 17 della
    legge 10 agosto 2000, n. 246, di apposite convenzioni che prevedano il rimborso delle spese
    sostenute dal Corpo nazionale per l’impiego delle risorse umane e l’utilizzo di quelle logistiche e
    strumentali necessarie.
    8. Il Corpo nazionale, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, in materia di difesa civile:
    a) fronteggia, anche in relazione alla situazione internazionale, mediante presidi sul territorio,
    i rischi non convenzionali derivanti da eventuali atti criminosi compiuti in danno di persone
    o beni, con l’uso di armi nucleari, batteriologiche, chimiche e radiologiche;
    b) concorre alla preparazione di unità antincendi per le Forze armate;
    c) concorre alla predisposizione dei piani nazionali e territoriali di difesa civile;
    d) provvede all’approntamento dei servizi relativi all’addestramento e all’impiego delle unità
    preposte alla protezione della popolazione civile, ivi compresa l’attività esercitativa, in caso
    di eventi bellici;
    e) partecipa, con propri rappresentanti, agli organi collegiali competenti in materia di difesa civile.
    9. Ferme restando le competenze delle regioni e delle province autonome e del Dipartimento
    18 Art. 24 Legge n. 1570/41: “Il servizio di estinzione incendi e dei soccorsi tecnici importa l'applicazione
    delle norme vigenti in materia e l'adozione dei provvedimenti all'uopo necessari ed è esercitato a giudizio
    e sotto la responsabilità del comandante dei reparti di soccorso. I comandanti delle Forze armate e di
    polizia, eventualmente intervenuti sul luogo del sinistro per mantenere l'ordine pubblico, debbono agire
    in conformità delle disposizioni di carattere tecnico impartite dallo stesso comandante.”
    della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di spegnimento degli
    incendi boschivi, di cui all’articolo 7, comma 3, della legge 21 novembre 2000, n. 353, le strutture
    centrali e periferiche del Corpo nazionale assicurano, al ricorrere delle condizioni di cui al comma
    1, gli interventi tecnici urgenti di propria competenza diretti alla salvaguardia dell’incolumità
    delle persone e dell’integrità dei beni e svolgono i compiti che la legge assegna allo Stato in
    materia di lotta attiva agli incendi boschivi. Sulla base di preventivi accordi di programma, il
    Corpo nazionale pone, inoltre, a disposizione delle regioni risorse, mezzi e personale per gli
    interventi di lotta attiva contro gli incendi boschivi. Gli accordi di programma sono conclusi tra il
    Corpo nazionale e le regioni che vi abbiano interesse e debbono prevedere, per ciascun territorio,
    le risorse, i mezzi ed il personale del Corpo nazionale da mettere a disposizione. I relativi oneri
    finanziari sono a carico delle regioni.
    10. Ferme restando le funzioni spettanti al Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico,
    nonché le competenze delle regioni e delle province autonome in materia di soccorso sanitario, il
    Corpo nazionale, in contesti di particolare difficoltà operativa e di pericolo per l’incolumità delle
    persone, può realizzare interventi di soccorso pubblico integrato con le regioni e le province autonome
    utilizzando la propria componente aerea. Gli accordi per disciplinare lo svolgimento di tale
    attività sono stipulati tra il Dipartimento e le regioni e le province autonome che vi abbiano interesse.
    I relativi oneri finanziari sono a carico delle regioni e delle province autonome.
    11. Agli aeromobili del Corpo nazionale impiegati negli interventi di soccorso pubblico integrato
    di cui al comma 10, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 744, primo comma, e 748(19) del
    codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327.
    12. Fermo restando quanto disposto dal codice della navigazione e dalla disciplina dell’Unione
    europea, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il
    Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentito l’Ente nazionale per l’aviazione
    civile (ENAC), sono disciplinate le modalità di utilizzo dello spazio aereo da parte degli aeromobili
    a pilotaggio remoto in dotazione al Corpo nazionale.
    13. Il Corpo nazionale dispone di idonee risorse strumentali, di reparti mobili attrezzati in modo
    specifico per il soccorso di cui al comma 1, della componente aerea, nautica, di sommozzatori e
    di esperti appartenenti ai Centri telecomunicazioni, nonché di reti di telecomunicazioni dedicate
    a copertura nazionale e di una rete per il rilevamento della radioattività e di ogni altra risorsa
    tecnologica ed organizzativa idonea all’assolvimento dei compiti di istituto.
    14. Le amministrazioni comunali provvedono, nell’ambito delle risorse disponibili nei relativi bilanci,
    alla installazione ed alla manutenzione degli idranti antincendio stradali.

  4. #3173
    10. Ferme restando le funzioni spettanti al Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico,
    nonché le competenze delle regioni e delle province autonome in materia di soccorso sanitario, il
    Corpo nazionale, in contesti di particolare difficoltà operativa e di pericolo per l’incolumità delle
    persone, può realizzare interventi di soccorso pubblico integrato con le regioni e le province autonome
    utilizzando la propria componente aerea. Gli accordi per disciplinare lo svolgimento di tale
    attività sono stipulati tra il Dipartimento e le regioni e le province autonome che vi abbiano interesse.
    I relativi oneri finanziari sono a carico delle regioni e delle province autonome
    Svelato l'arcano.
    Come ho detto prima: "bisogna mettere dei paletti".
    Kansas sign: Asystole. Cuz it's flat, like Kansas

  5. #3174
    Citazione Originariamente Scritto da Rez Visualizza Messaggio
    Svelato l'arcano.
    Come ho detto prima: "bisogna mettere dei paletti".
    avevo scaricato dal link indicato una versione "light" probabilmente e non ho visto tutti gli articoli.

    comunque il fermo restando le competenze del cnsas a fortiori conferma il mio pensiero. ovvero che pur essendo senza ombra di dubbio la componente principale del sistema di p.c., e per quanto bravi professionali competenti siano i vvf, vi sono altre competenze che vi si devono integrare e interagire.
    ma in italia, fatta la legge e trovato l'inganno, ora mi si dirà che le competenze del cnsas sono di cogliere margherite in un campo, e che su questa abbiam piena autonomia.
    "Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo"

  6. #3175
    Due discussioni parallele sullo stesso argomento... bah...
    posto qui che mi sembra il td piu' attinente.

    Dunque:
    @montag: il sistema tipico dei pompieri con una caserma nel centro piu' rilevante della zona funziona per voi ma e' controproducente per il soccorso alpino. Certo, bisogna capirne di soccorso in ambiente ostile/impervio e delle sue caratteristiche per entrare nel merito di quale sia il sistema piu' adeguato. Difatti i presidi in pronta partenza il soccorso alpino li fa dove servono. Dove non servono funziona decisamente meglio una rete di soccorritori sparsi sul territorio. Questo abbatte drasticamente i tempi di intervento.
    Altra cosa, e' sbagliato pensare che anche le modalita' di intervento dei pompieri, oltre al loro schema organizzativo, siano adeguate per il soccorso alpino. Il quale non ha bisogno -per obbligo- di una autobotte carica per intervenire. Quindi vincolarlo a modalità del genere è,ripeto, decisamente sbagliato.

    Tutto questo è ben chiaro e noto a chi ha competenze, formazione, esperienze specifiche nel soccorso in ambiente ostile/impervio.
    Al momento in italia l'unico ente che le ha ed e' in grado di dispegarle su tutto il territorio nazionale con le adeguate tempistiche in qualsiasi situazione dove queste sono richieste (cosi' escludiamo subito i cantieri in zone urbane e le risaie e simili nelle campagne) e' il cnsas.

    Per questo motivo la decisione di ultima istanza spetta sempre a questo soggetto e non ad altri. Almeno finchè non si vedrà un'altra struttura che si caratterizzi alla stessa maniera, a cominciare dalla selezione del personale, formazione, ecc, soggetto che al momento non esiste.

    Perche' per fare soccorso o ricerca persone in ambiente ostile/impervio prima di tutto bisogna saperci andare. Senza di questo tutto il resto sono chiacchere.

    Di conseguenza anche nella ricerca dispersi quando questa copre aree con le caratteristiche di ambiente impervio/ostile è condotta in tutti i suoi aspetti (tutti, dal coordinamento al lavoro sul terreno) dall'unico soggetto che ha le caratteristiche di organizzazione, formazione, conoscenze e capacita' per farlo, ovvero il cnsas. Semplicemente perche' tutte le altre organizzazioni, statali o altro, non hanno al loro interno strutture in grado di operare in questo ambito, o le hanno in misura talmente risibile che praticamente servono solo per far figurare la presenza.

    La prova? Il soccorso alpino è in grado di condurre una operazione anche complessa solo con le proprie forze. (Sia chiaro, non è mai stato mandato via nessuno di quelli che potevano dare una mano, al contrario di alcuni che in diverse occasioni per motivi di immagine si sono dati parecchio la pena di fare). La controprova è che nessun altro soggetto è in grado di condurre autonomamente operazioni del genere. (E la presupposta distinzione linguistica in perfetto burocratese italiota che vorrebbe negare questa realtà è solo una baggianata inventata da quelli che stanno dietro a una scrivania senza capire un tubo di soccorso ma che non ha nessun riscontro nella realtà, per fortuna).

  7. #3176

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    Citazione Originariamente Scritto da Stravecchio De Vecchionis Visualizza Messaggio
    Due discussioni parallele sullo stesso argomento... bah...
    posto qui che mi sembra il td piu' attinente.

    Dunque:
    @montag: il sistema tipico dei pompieri con una caserma nel centro piu' rilevante della zona funziona per voi ma e' controproducente per il soccorso alpino. Certo, bisogna capirne di soccorso in ambiente ostile/impervio e delle sue caratteristiche per entrare nel merito di quale sia il sistema piu' adeguato. Difatti i presidi in pronta partenza il soccorso alpino li fa dove servono. Dove non servono funziona decisamente meglio una rete di soccorritori sparsi sul territorio. Questo abbatte drasticamente i tempi di intervento.
    Altra cosa, e' sbagliato pensare che anche le modalita' di intervento dei pompieri, oltre al loro schema organizzativo, siano adeguate per il soccorso alpino. Il quale non ha bisogno -per obbligo- di una autobotte carica per intervenire. Quindi vincolarlo a modalità del genere è,ripeto, decisamente sbagliato.

    Tutto questo è ben chiaro e noto a chi ha competenze, formazione, esperienze specifiche nel soccorso in ambiente ostile/impervio.
    Al momento in italia l'unico ente che le ha ed e' in grado di dispegarle su tutto il territorio nazionale con le adeguate tempistiche in qualsiasi situazione dove queste sono richieste (cosi' escludiamo subito i cantieri in zone urbane e le risaie e simili nelle campagne) e' il cnsas.

    Per questo motivo la decisione di ultima istanza spetta sempre a questo soggetto e non ad altri. Almeno finchè non si vedrà un'altra struttura che si caratterizzi alla stessa maniera, a cominciare dalla selezione del personale, formazione, ecc, soggetto che al momento non esiste.

    Perche' per fare soccorso o ricerca persone in ambiente ostile/impervio prima di tutto bisogna saperci andare. Senza di questo tutto il resto sono chiacchere.

    Di conseguenza anche nella ricerca dispersi quando questa copre aree con le caratteristiche di ambiente impervio/ostile è condotta in tutti i suoi aspetti (tutti, dal coordinamento al lavoro sul terreno) dall'unico soggetto che ha le caratteristiche di organizzazione, formazione, conoscenze e capacita' per farlo, ovvero il cnsas. Semplicemente perche' tutte le altre organizzazioni, statali o altro, non hanno al loro interno strutture in grado di operare in questo ambito, o le hanno in misura talmente risibile che praticamente servono solo per far figurare la presenza.

    La prova? Il soccorso alpino è in grado di condurre una operazione anche complessa solo con le proprie forze. (Sia chiaro, non è mai stato mandato via nessuno di quelli che potevano dare una mano, al contrario di alcuni che in diverse occasioni per motivi di immagine si sono dati parecchio la pena di fare). La controprova è che nessun altro soggetto è in grado di condurre autonomamente operazioni del genere. (E la presupposta distinzione linguistica in perfetto burocratese italiota che vorrebbe negare questa realtà è solo una baggianata inventata da quelli che stanno dietro a una scrivania senza capire un tubo di soccorso ma che non ha nessun riscontro nella realtà, per fortuna).
    Balle . Dalla A alla Z . Il soccorso alpino non apre stazioni dove servono. Apre stazioni dove può . E dove non può la sede è sempre e comunque un locale dove bisogna confluire per recuperare attrezzature e materiali utili . E che generalmente è sito nel capoluogo , nella gran parte delle provincie italiane . I tempi di risposta te li lascio immaginare , anche perchè spesso e volentieri , proprio per risparmiare sui tempi il personale interviene con mezzi propri , quindi sprovvisti di sistemi sonori e visivi di emergenza e talvolta neanche idonei . Giusto per ricordarti che i nuclei saf intervengono con mezzi fuoristrada di cui sono ampiamente dotati ( e per i quali tutti gli autisti vf sono specificamente formati) , così come lo sono le caserme sparse sul territorio . La prova ? Buona parte degli interventi in ambiente ostile/impervio li risolviamo prima ancora che il CNSAS arrivi in posto .
    Quanto all'unico Ente deputato a questo tipo di interventi è il CNSAS posso darti ragione . Perchè il CNSAS è un ente , il CNVF no . Ma è investito per legge delle competenze di soccorso tecnico all'interno del quale il soccorso in zona impervia è compreso , giusto per fare intendere che una scarpata non è l'Eiger o il K2 e che le competenze del CNSAS in determinati ambiti non vengono neanche lontanamente messe in discussione . Quanto alla autonomia di determinate operazioni sarebbe bello crederlo se fosse vero . beninteso , nella maggior parte dei casi è senz'altro così , ma quando il gioco si fa duro c'è sempre bisogno di qualcun altro . Dall'illuminazione notturna alla necessità di materiali e strumenti alla necessità di personale stesso per le operazioni che magari si protraggono nel tempo o si estendono in ampiezza . Per il resto c'è ben poco da dire . Quando si tratta di coordinamento nella ricerca di persone esiste un unico interlocutore per legge . C'è scritto nero su bianco . Per chi sa leggere ovviamente .

    PS Due discussioni sullo stesso tema possono essere inutili per chi non ce la fa proprio a capire
    Ultima modifica di montag140465; 11-10-2018 alle 08:35

  8. #3177

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    Citazione Originariamente Scritto da soccorritorealpino Visualizza Messaggio
    avevo scaricato dal link indicato una versione "light" probabilmente e non ho visto tutti gli articoli.

    comunque il fermo restando le competenze del cnsas a fortiori conferma il mio pensiero. ovvero che pur essendo senza ombra di dubbio la componente principale del sistema di p.c., e per quanto bravi professionali competenti siano i vvf, vi sono altre competenze che vi si devono integrare e interagire.
    ma in italia, fatta la legge e trovato l'inganno, ora mi si dirà che le competenze del cnsas sono di cogliere margherite in un campo, e che su questa abbiam piena autonomia.
    Assolutamente no . Le competenze del CNSAS rimangono invariate . quello che si può fare è un discorso sulla disponibilità, sui luoghi e sui tempi di intervento .
    Ultima modifica di montag140465; 11-10-2018 alle 09:01

  9. #3178
    Citazione Originariamente Scritto da montag140465 Visualizza Messaggio
    Balle . Dalla A alla Z . Il soccorso alpino non apre stazioni dove servono. Apre stazioni dove può . E dove non può la sede è sempre e comunque un locale dove bisogna confluire per recuperare attrezzature e materiali utili . E che generalmente è sito nel capoluogo , nella gran parte delle provincie italiane . I tempi di risposta te li lascio immaginare , anche perchè spesso e volentieri , proprio per risparmiare sui tempi il personale interviene con mezzi propri , quindi sprovvisti di sistemi sonori e visivi di emergenza e talvolta neanche idonei . Giusto per ricordarti che i nuclei saf intervengono con mezzi fuoristrada di cui sono ampiamente dotati ( e per i quali tutti gli autisti vf sono specificamente formati) , così come lo sono le caserme sparse sul territorio . La prova ? Buona parte degli interventi in ambiente ostile/impervio li risolviamo prima ancora che il CNSAS arrivi in posto .

    Attenzione, nei capoluoghi di provincia ci possono essere magazzini materiali, ma i mezzi fuoristrada (quelli gialli per intenderci, o quelli bianchi/rossi per la toscana) sono in posizioni strategiche nei paesi di montagna. Poi certo, i membri del soccorso alpino sono specificamente addestrati per prestare i primi soccorsi da soli, arrangiandosi con i mezzi che hanno e preparando il campo ai soccorsi organizzati (i mezzi fuoristrada, le ambulanze, elicotteri ecc.). L'arte di saper fare con poco materiale, raggiungendo un posto con mezzo proprio, è un grande motivo di vanto e non una vergogna. perchè i saf arrivano per primi, contrariamente a quanto affermi, solo quando il malcapitato chiama il 115. infatti molto spesso i tuoi colleghi, quando ricevono chiamate (chiaramente non per un ima in corso o un trauma maggiore) mandano fuori in grande stile autobotti, fuoristrada, elicotteri e cani senza avvisare nessun altro; poi, con comodo, dopo un tempo che varia dalle due o più ore (se si tratta di disperso illeso in pieno giorno) ai 30 minuti (se si tratta di persona con braccio o gamba fratturati), chiamano i colleghi della centrale 118, che allertano il cnsas. quando la chiamata passa per il 112 o 118 e la centrale attiva tutti e due i corpi, sono proprio i saf che partono dalla città (o dall'elibase) mentre i primi a raggiungere il target sono 9 volte su 10 i bifolchi con mezzo proprio
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  10. #3179
    In alcune regioni per ovviare al problema del territorio si sono dotati i paesi di montagna di caserme di VVF volontari (pur rimanendo l'alta montagna solitamente esclusiva del CNSAS, che spesso è formato da compaesani). A detta di alcuni VVF, dovrebbe essere una prassi più comune (siamo uno dei paesi con più permanenti, in percentuale, con ovvi problemi di costo).

    Nota: sto pomeriggio vedo di sistemare i thread
    Ultima modifica di Rez; 11-10-2018 alle 10:54
    Kansas sign: Asystole. Cuz it's flat, like Kansas

  11. #3180
    Citazione Originariamente Scritto da montag140465 Visualizza Messaggio
    Balle . Dalla A alla Z . Il soccorso alpino non apre stazioni dove servono. Apre stazioni dove può . E dove non può la sede è sempre e comunque un locale dove bisogna confluire per recuperare attrezzature e materiali utili . E che generalmente è sito nel capoluogo , nella gran parte delle provincie italiane . I tempi di risposta te li lascio immaginare , anche perchè spesso e volentieri , proprio per risparmiare sui tempi il personale interviene con mezzi propri , quindi sprovvisti di sistemi sonori e visivi di emergenza e talvolta neanche idonei . Giusto per ricordarti che i nuclei saf intervengono con mezzi fuoristrada di cui sono ampiamente dotati ( e per i quali tutti gli autisti vf sono specificamente formati) , così come lo sono le caserme sparse sul territorio . La prova ? Buona parte degli interventi in ambiente ostile/impervio li risolviamo prima ancora che il CNSAS arrivi in posto .
    Quanto all'unico Ente deputato a questo tipo di interventi è il CNSAS posso darti ragione . Perchè il CNSAS è un ente , il CNVF no . Ma è investito per legge delle competenze di soccorso tecnico all'interno del quale il soccorso in zona impervia è compreso , giusto per fare intendere che una scarpata non è l'Eiger o il K2 e che le competenze del CNSAS in determinati ambiti non vengono neanche lontanamente messe in discussione . Quanto alla autonomia di determinate operazioni sarebbe bello crederlo se fosse vero . beninteso , nella maggior parte dei casi è senz'altro così , ma quando il gioco si fa duro c'è sempre bisogno di qualcun altro . Dall'illuminazione notturna alla necessità di materiali e strumenti alla necessità di personale stesso per le operazioni che magari si protraggono nel tempo o si estendono in ampiezza . Per il resto c'è ben poco da dire . Quando si tratta di coordinamento nella ricerca di persone esiste un unico interlocutore per legge . C'è scritto nero su bianco . Per chi sa leggere ovviamente .

    PS Due discussioni sullo stesso tema possono essere inutili per chi non ce la fa proprio a capire

    Parlo per la mia zona e per quelle vicine: le jeep del soccorso alpino sono tutte dislocate in paesi o località di montagna, nelle principali vallate della provincia: le disposizioni sono che si mantiene reperibile a max 5 minuti dal mezzo una squadra di almeno 4 persone, poi quelle che hanno stimato più lungo raggiungono il target in autonomia. Altrimenti se accade un evento particolarmente vicino alla zona di residenza (opportunamente e precedentemente segnalata al responsabile), si manda quel soccorritore in avanscoperta ed a seguire la jeep, in modo tale da mettere in sicurezza la persona, immobilizzare o prestare i primi soccorrsi e far giungere la prima squadra "organizzata" con importanti informazioni logistiche e sulle condizioni dell'assistito. Il furgone da ricerca invece, essendo unico per la provincia, è posto nella fascia pedemontana, in modo da poter raggiungere all'occorrenza tutte le valli senza dover attraversare valichi, ma risalendo dal basso. E in tutti i rifugi (Cai o privati) o il rifugista è esso stesso un membro del cnsas, oppure è stato destinato un magazzino materiali e postazione radio del soccorso alpino. I vigili del fuoco hanno invece in montagna un unico distaccamento di volontari: quando devono intervenire i Saf, partono da Parma (il che vuol dire che per raggiungere i primi colli necessitano di almeno 20 minuti, mentre per raggiungere le zone di crinale tosco-emiliano o emiliano-ligure, quelle dove avviene oltre l'80% degli eventi, lo stimato varia a seconda dei posti dall'ora alle due abbondanti, ovviamente senza neve in strada. Da qui poi parte l'avviciamento a piedi e tutto il resto.). Può capitare che spesso le centrali operative del 118 mandino solo i Vigili del Fuoco perchè le informazioni che arrivano sono incomplete, ma più il terreno è ripido e difficoltoso, più il poco tempo maggiore per l'attivazione del Cnsas rispetto ai Vvf viene compensato dall' avvicinamento. Penso che le comparazioni di attivazione tra i due corpi siano abbastanza infruttuose, perchè sarebbe come chiedersi se era meglio Michael Jordan o Maradona. Sono due ambiti differenti.
    Ultima modifica di Cinghialeferito; 11-10-2018 alle 13:09

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