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Discussione: Primo decesso

  1. #11
    Condivido pienamente quanto scritto fin'ora. Vai a quell'incontro, ti servirà e dimostrerai di avere la maturità, l'umiltà e l'intelligenza necessarie per svolgere questo servizio. Stupido sarebbe invece vergognarsi e giudicare inutile la partecipazione, magari per paura di passare da debole. In altre culture i debriefing di squadra o con il supporto di uno psicologo dopo casi difficili sono la norma.
    Altro consiglio "preventivo", a me è stato sempre d'aiuto: quando la C.O. ti dice "probabile impiccato" tu cancella subito la parola probabile ed immaginati lo scenario peggiore che riesci, tipo impiccato di 150 kg con filo di nylon nella tromba dell'ascensore, decapitato e precipitato. Quando poi arrivi e trovi un impiccato "normale" già ti senti sollevato, se invece la scena è bruttina ci sei arrivato comunque preparato. A me questo modo di pensare, concentrandomi prima dell'arrivo sul target, mi ha salvato più di una volta dal passare nottate insonni ripensando all'esperienza vissuta. Miei colleghi e colleghe invece, abituati a partire più "leggeri", hanno spesso accusato il colpo.

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  3. #12
    Citazione Originariamente Scritto da MaggioreFantasma Visualizza Messaggio
    .. sono intervenuto su un'impiccato anche io... e la scena più brutta è stato l'arrivo dei parenti...
    È vero, è stata la cosa più difficile da gestire pure per noi.... le urla e le domande della madre erano una cosa straziante.

  4. #13
    Citazione Originariamente Scritto da JacoPio Visualizza Messaggio
    È vero, è stata la cosa più difficile da gestire pure per noi.... le urla e le domande della madre erano una cosa straziante.
    Mamma mia....l'unico impiccato che ho fatto me lo porto ancora dietro (quei cavolo di occhi...)
    Kansas sign: Asystole. Cuz it's flat, like Kansas

  5. #14

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    Me lo ricordo ancora il primo paziente deceduto. Era venerdi sera, verso le 19.15. Smontavo alle 20. Codice giallo, non si sapeva cosa stava succedendo. Una persona agitata chiama il 118 dicendo che il suo amico non parla più. Partiamo, siam soli. Target a 17-18 minuti. Dopo cinque minuti sentiamo l'attivazione via radio dell'MSI, dopo altri 5 minuti ci comunicano via radio di passare in codice rosso, arresto cardiaco, paziente giovane.

    Nulla di "particolarmente difficile" da vedere..un ragazzo di 39 anni a terra, in arresto cardiaco, in un lago di vomito con il suo amico che eseguiva massaggio e ventilazione (bocca a bocca..). Non era per nulla efficace il massaggio nè la ventilazione. Erano 20 minuti che comprimeva il torace e soffiava aria in una bocca ostruita.

    Mi ricordo la richiesta del "feedback" da parte dell'amico quando ci ha dato il cambio e la sua felicità nel vederci arrivare. Purtroppo non è andata bene. Embolia polmonare devastante. E poi è arrivata la madre, in un mare di lacrime, svenuta due volte dal dolore. Ringrazio ancora il carabiniere che è arrivato in posto poco dopo di noi, visto che ha preso in consegna la madre fino a quando le ha parlato il medico giunto in posto mezzoretta dopo. Dubito che sarei riuscito a dir qualcosa.

    Mi sarebbe piaciuto fare il debriefing post intervento. Non ho avuto problemi, lo ammetto, ma discutere di certe immagini è fondamentale secondo me. Sfrutta l'opportunità a pieno, ti sarà certamente utile.

    Ultima modifica di Giosuè; 12-06-2014 alle 19:40

  6. #15
    Sono finiti gli incontri organizzati dall'AREU e devo dire che è stato molto utile. Mi hanno insegnato qualche trucchetto e delle strategie per gestire le emozioni che tutti provano durante certi interventi e spero comunque di non doverne mai fare uso

  7. #16

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    Il problema non è il "durante", ma il "dopo". Durante l'intervento l'adrenalina, il cortisolo e tutto ciò che ti scorre nelle arterie ti tengono la mente impegnata su quello che stai facendo, lasciando poco spazio al pensiero... il problema è dopo. Dalle mie parti ci sono stati dei convegni (e spero che il progetto abbia portato a qualcosa..ma non ho più saputo nulla..mi informerò), tenuti da sanitari che conosco personalmente (e, una di queste, la reputo una grandissima professionista, oltre che grande persona. Ho avuto la fortuna di "lavorare" con lei su alcuni interventi e ho imparato un sacco. Purtroppo per noi ora non lavora più nel 118 a Como..), dal titolo "Dopo la sirena il silenzio"... ecco, è proprio quando finiscono i suoni e le voci, quando si spengono le luci blu che iniziano i possibili problemi....

    ...ed è lì che serve qualcuno pronto ad intervenire (o a prevenire, meglio ancora!) per aiutare i soccorritori...

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